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Alessandro Mercuri

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    Intervista a Alessandro Mercuri presidente di Nessuno associazione culturale, situata a Torino, zona murazzi del Po. 

    Torino, 8 giugno 2009, 19.30 – 20.30 

      

      

      

      

      

     

      

    1. Quali sono i vostri canali d'informazione? Dall'ente-associazione verso i cittadini? (es. telefono, fax, sms, sito, newsletter, mailing list, chat – skype, forum) 

    I nostri canali sono soprattutto i social network per la comunicazione verso i cittadini. abbiamo da poco progettato un sistema di newsletter per i cittadini iscritti alla biblioteca che abbiamo in gestione. Per la comunicazione con i membri dell'associazione utilizziamo molto skype, sms ed un forum dedicato aperto ai soli iscritti

     

      

      

     

    2. Quali sono i vostri canali di comunicazione? Dai cittadini all'ente-associazione e viceversa? (es. telefono, fax, sms, mailing list, blog, chat, wiki, forum) 

    Noi facciamo diverse iniziative, comunicando tra di noi con diversi strumenti. Abbiamo un newsgroup creato con cui comunichiamo. Comunichiamo tramite i social network regolarmente. 

      

      

     

    3. Da dove proviene l'interesse all'utilizzo delle Ict volte a informare, comunicare e a far partecipare (coinvolgere, consultare)? 

    L'idea nasce dal fatto che le persone che fanno parte dell'associazione sono tutte persone giovani e hanno tutti i loro contatti a disposizione anche sui social network. E quindi partendo dalla base reale di persone fisiche che hanno tanti contatti è facile costruire una rete efficace. 

     

      

      

    4. Quali sono le vostre risorse e dotazioni di infrastrutture informatiche? 

    Computer portatili e Internet! 

      

     

      

    5. Tutti i membri dell'associazione hanno la capacità d'utilizzo degli strumenti informatici? 

    Sì 

      

      

     

    6. Esiste un responsabile di riferimento? Un addetto alla comunicazione? Dei tutor o consulenti? 

    No è un'organizzazione piatta a nodi, un nodo si attiva e si assume la responsabilità di un progetto specifico, da quel momento tutti gli altri componenti faranno riferimento a lui per quel progetto specifico o per fare sinergia con i propri progetti

     

     

      

      

    7. Avvengono fenomeni di empowerment o volontarismo? 

    L'empowerment è legato alla presa in carico in toto della responsabilità di un progetto specifico, il volontarismo è legato alla capacità di coinvolgimento del resp del progetto

     

     

      

    8. La comunicazione è differenziata in base al target di riferimento? 

    Per iniziare un processo a catena hai bisogno di una base molto forte. Nel senso che se vuoi iniziare un processo a catena devi essere ben radicato e devi avere parecchi contatti nel mondo virtuale, altrimenti diventa difficile. Questa è la cosa di base per quanto riguarda il target della nostra età. Per quello che riguarda il target di persone di più anziane o persone che non sono connesse, che non sono on-line è difficile riuscire a coinvolgerle, molto difficile. 

     

      

      

    9. Mi può raccontare esperienze d'informazione, consultazione e di partecipazione attiva realizzate avvalendosi delle Ict e NON come fattore di coinvolgimento? (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive) 

    Noi siamo un'associazione molto radicata sul territorio e il nostro modo di partecipazione prevede, innanzitutto un forte radicamento da parte delle persone sul territorio che riescono a comunicare in modo nodale con altri cittadini. Questa è la base di partenza. Detto questo le persone sono nodi. La nostra associazione è composta da circa una trentina di persone tutti professionisti in vari settori cruciali all'interno della società: io sono psicologo e opero all'interno di un'azienda che si occupa di risorse umane; Stefano è un ingegnere; c'è il presidente dei giovani ingegneri; ci sono dei ricercatori universitari... molti dei quali abitano qua in San Salvario. Quindi noi portiamo avanti diversi progetti, un po' nel campo dell'ICT. Per esempio abbiamo realizzato il sito del quartiere: sansalvario.org l'abbiamo realizzato noi. La nostra idea era un po' diversa, però abbiamo realizzato quello, che è un po' una via di mezzo tra quello pensavamo di poter fare e quello che abbiamo potuto fare, per via di ingerenza di persone che non avevano competenze tecniche adeguate per poterci permettere di fare... Chi ha deciso di dare il finanziamento —in realtà— non capiva niente di quello che era una modalità partecipativa dal basso e quindi ci ha detto di fare un sito che alla fine è molto simile ad un sito istituzionale. 

      

     

      

    10. Avete avuto altre esperienze puntuali e ambiti specifici? (es. memoria storica, turismo, gestione e progettazione del quartiere, coesione sociale, organizzazione di eventi, pianificazione, gas, servizi immobiliari...) (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive) 

    Abbiamo realizzato —da poco— un flash mob davanti al Biberon, per via della chiusura del Biberon. Sulla Repubblica di ieri —per esempio— c'è una mia intervista sulla cronaca, riferita alla situazione che c'è in questo momento, per quello che riguarda: a come la città vede le persone che frequentano i locali. Pare che ci sono due scuole di pensiero: una pensa che la gente che sta fuori dai locali stia la per perdere tempo e una —quella che pensiamo di rappresentare e che cerchiamo di convogliare verso un obiettivo comune— che non ha una visione così consumistica della società dove il non fare niente sia sintomo del “cazzeggio”. Pensiamo che il “cazzeggio” sia utile, pensiamo che sia utile anche trovarsi fuori da un locale. E quindi cerchiamo di convogliare le persone che la pensano allo stesso nostro modo. Protestiamo prima di tutto per la chiusura di questo Biberon (un locale che c'è qui dietro) perché Chiamparino ha intimato la chiusura da mezzanotte in avanti per un mese. Quindi mobilitiamo le persone per cercare di fare qualche cosa, per protestare per questa situazione. Lo facciamo attraverso i social network, lo facciamo attraverso gli SMS. 

    Per esempio in biblioteca [Shahrazàd] noi abbiamo messo in giro la notizia che effettivamente la biblioteca si stava disinteressando, che doveva chiudere. Quindi abbiamo scatenato dei contatti che si sono manifestati sia a livello virtuale, ma anche a livello reale, nel senso che noi abbiamo contatti con radio, con giornali e quant'altro. Abbiamo chiamato Radio Flash, abbiamo chiamato i giornalisti della Stampa, di Repubblica e abbiamo montato su il caso, tirando fuori le cifre che la Circoscrizione spende per altre iniziative e quanto doveva spendere qua per tenere aperta una biblioteca. Quindi abbiamo comunicato in maniera chiara ai nostri contatti, sia sui social network. Abbiamo generato quella che è una partecipazione dal basso. Abbiamo organizzato un evento che si è concretizzato in una giornata: il 28 febbraio [2009] abbiamo chiamato degli esponenti politici, degli scrittori, dei giornalisti e abbiamo fatto un evento utilizzando lo spazio virtuale per proporre qualcosa alle persone che realmente si dovevano trovare in una determinata data. 

    Questo è un esempio della biblioteca, l'altro è quello che ho citato prima del flash mob al Biberon. Sono due esempi. 

    Il risultato per la biblioteca è che la Compagnia di Sanpaolo si è interessata a tal punto che amplieremo i servizi, da luglio amplieremo i servizi e proporremo dei servizi supplementari per la biblioteca. Dei servizi che portano la biblioteca sul quartiere, dove noi faremo prestito libri anche nei bar, nelle enoteche, nelle birrerie; quindi ci sarà un servizio di punto prestito che faranno capo poi alla biblioteca. Poi un giorno in più di apertura, piuttosto che altre iniziative. 

      

     

      

    11. Avete provato altre combinazioni, sistemi e strumenti e tra reale e virtuale? Come raggiungere i cittadini non digitalizzati? 

    Sì, ecco, a nostro avviso, per la nostra esperienza, se uno non ha i contatti nel mondo reale —ad oggi ancora— non ottiene nulla. I social network da soli non bastano, quindi sostanzialmente bisogna avere i contatti e i social network funziona solo da cassa da risonanza per quello che da in realtà da la corrente. Quello che da la corrente è il fatto che tu sai che hai alle spalle la possibilità di contattare delle radio, dei giornali e quant'altro, e comunicare il fatto che stai comunicando sui social network in questo modo. 

    Abbiamo 1000 iscritti al nostro gruppo "no alla chiusura del Biberon". Più di mille, più della biblioteca. 

    I cittadini che non sono digitalizzati si possono raggiungere con i canali tradizionali. Sicuramente il fatto della partecipazione alla comunità pubblica o quant'altro. Ad esempio noi abbiamo visto che ci sono persone che si sono iscritti a Facebook perché noi lanciavamo queste iniziative on-line. Quindi avevamo persone ad esempio di cinquantanni, come il comitato genitori della scuola; persone che si sono iscritte perché sapevano che si poteva protestare iscrivendosi. Quasi come se fosse una petizione e quindi sostanzialmente le persone si sono digitalizzate perché volevano anche loro partecipare. 

      

     

    12. Avete intrapreso azioni di mediazione e comunicazione con l'amministrazione comunale o con altri enti? 

    Abbiamo proposto noi in altre Circoscrizioni dei modelli partecipativi con uno sviluppo di particolare di alcune tecnologie. Però sono viste con un po' di timore. Nel senso che non capiscono l'impatto e la portata. Interessanti però hanno altre priorità, non riscono percepire quale sarebbe il loro vantaggio. 

      

      

     

    13. Quali sono le vostre prospettive e orientamenti d'impiego generale delle Ict? 

    Valuto come ottimo i risultati dati dalle ICT. E applicherei le ICT anche per altri scopi o obiettivi e potrei stare un ora dove vorrei applicarle ma lasciamo perdere. 

    Solo in alcuni ambiti si possono utilizzare le ICT. 

      

     

      

    14. Riconosce un interesse, una spinta da parte di istituzioni? Conoscete fondi (bandi) o indicazioni (direttive, progetti) riguardo l'utilizzo delle Ict? 

    Le istituzioni sono preoccupate. Sono preoccupati di perdere il controllo, di perdere il potere. Nel senso che la cosa che le istituzioni guardano di più, fino ad oggi, i giornali. Loro guardano i giornali e misurano il loro termometro del potere guardando i giornali e quant'altro. Sicuramente in questo momento è più molto facile arrivare ai giornali, ai media e al consenso attraverso queste nuove tecnologie. Quindi loro sono preoccupati di questa cosa, perché se non sono capaci a gestirla questo tipo di comunicazione, può essere preoccupante. La Circoscrizione si è vista costretta a finanziare il progetto della biblioteca. Costretta dai cittadini, perché i cittadini si sono ad un certo punto organizzati, molto più facilmente con questi sistemi. 

      

     

      

    15. Avete avviato corsi di avvicinamento alle nuove tecnologie? Di alfabetizzazione informatica? Cosa manca ai cittadini? 

    Non ancora, abbiamo provato a proporre un corso legato agli strumenti di partecipazione come i social network al politecnico tramite l'edisu ma il progetto non è stato finanziato. Molti degli iscritti all'associazione sono ingegneri ed alcuni hanno conseguito un dottorato. Ai cittadini manca la possibilità di incontrare degli utenti esperti che possano far capire il vantaggio dell'utilizzo delle nuove tecnologie.

     

      

     

      

    16. I cittadini, nel vostro quartiere, avvertono un deficit dell'offerta di servizi Ict? 

    Si ma il bisogno non è percepito in maniera forte poichè molti non conoscono i vantaggi che potrebbero avere usando meglio l'ICT

     

      

     

      

    17. Avvertite che spingere troppo sulle Ict rafforzerebbe le disuguaglianze? O aprirebbe il territorio a fenomeni di maggiore democrazia? 

    Secondo me la democrazia è un processo che si sviluppa e che non hai pienamente il controllo, nel senso che non si può esattamente prevedere quello che sarà. É una cosa che si scoprirà solo strada facendo. Faccio un esempio: a breve sarà rilasciata una versione di Facebook che si occuperà di microcredito. In pratica Facebook è stata fortemente finanziata dai fondatori di PayPal e lancerà a breve un sistema di microcredito. Questo tipo di partecipazione cambierà il modo di vedere anche la democrazia su Internet, perché per la prima volta si potranno ottenere dei prestiti a tasso bassissimo. Chi beneficerà di questi tassi sarà condiviso. Non possiamo sapere con esattezza o prevedere quello che genereranno la partecipazione nei nuovi media. É solo un'illusione. 

      

      

     

    18. Mi potrebbe parlare maggiormente della vostra attività sotto il profilo della pianificazione e della gestione territoriale? Della partecipazioni dei cittadini riguardo al territorio e agli spazi pubblici? 

    Un esempio sarà la manifestazione che curiamo noi dal punto di vista della comunicazione e che abbiamo ideato insieme all'uisp, www.outsidemovement.it (a breve on line) si tratta di organizzare un evento legato agli sport di strada, diffuso soprattutto sul web che porterà migliaia di persone ad occupare il suolo pubblico con attività legate a sport di strada come street boulder,bmx, parkour,ultimate ecc..

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