Intervista a Giulia Carlone socia di IZMO associazione culturale, situata a Torino in via Faà di Bruno 2, nella Circoscrizione 7.
Torino, 23 luglio 2009, 11.30 – 13.15
1. Quali sono i vostri canali d'informazione? Dall'ente-associazione verso i cittadini? (es. telefono, fax, sms, sito, newsletter, mailing list, chat – skype, forum)
I nostri canali di informazione sono prevalentemente di due tipi. Da un lato tutto ciò che riguarda gli strumenti di informazione e comunicazione, che si possono trovare ed utilizzare in Internet, compresi (come si chiamano Twitter etc..) ad esempio Twitter e (l'altro che usiamo che non mi ricordo) e servizi di comunicazione tramite il web come Skype, Messenger.
Dall'altro lato alcuni sistemi tradizionali su carta che vengono utilizzati principalmente per le comunicazioni tra noi e i cittadini posto che al momento il digital divide è sicuramente uno scoglio.
2. Quali sono i vostri canali di comunicazione? Dai cittadini all'ente-associazione e viceversa? (es. telefono, fax, sms, mailing list, blog, chat, wiki, forum)
L'effetto e la profondità della comunicazione per il tipo di progetti che noi sviluppiamo si basa ancora, per larga parte, su carta, anche se noi stiamo dando la medesima importanza ad entrambi i sistemi cercando di stimolare chi entra in contatto con i nostri progetti di affidarsi e ricercare informazioni e comunicazioni sul nostro sito, inviandoci mail e ci piacerebbe anche tramite Skype.
3. Da dove proviene l'interesse all'utilizzo delle Ict volte a informare, comunicare e a far partecipare (coinvolgere, consultare)?
Bhe, il mio personale interesse per queste tecnologie è incominciato a nascere quando ho cominciato ad utilizzarle per comunicare con amici, cari e colleghi lontani da me. La potenza di questi mezzi, una volta che inizi a capire come si possono sfruttare, ti permette di mantenere un livello di connessione molto alto con l'enorme quantità di fatti che accadono intorno a te e con quelli che accadono a migliaia di chilometri di distanza. La scala delle connessioni e i livelli di comunicazione che si possono ottenere sono molto vari e questo è la grande flessibilità che ne permette l'utilizzo in molti campi anche personali e lavorativi insieme.
4. Quali sono le vostre risorse e dotazioni di infrastrutture informatiche?
Computer portatili e Internet!
5. Tutti i membri dell'associazione hanno la capacità d'utilizzo degli strumenti informatici?
Sì. Sì, anche se è stato un processo lungo, soprattutto per il sistema wiki che noi utilizziamo anche per comunicare tra di noi. Soprattutto per abituare tutti all'utilizzo della wiki.
6. Esiste un responsabile di riferimento? Un addetto alla comunicazione? Dei tutor o consulenti?
Diciamo che tra di noi c'è un responsabile per la wiki. Non vi è un responsabile della comunicazione perché non siamo ancora così strutturati.
7. Avvengono fenomeni di empowermet o volontarismo?
Al momento no. Ma noi stiamo lavorando affinché ciò avvenga. Mentre il nostro lavoro è tutto su base volontaria.
8. La comunicazione è differenziata in base al target di riferimento?
Di per se stesso, il modo in cui comunichiamo, cioè tramite web o cartaceo, porta ad una differenziazione del target!
9. Mi può raccontare esperienze d'informazione, consultazione e di partecipazione attiva realizzate avvalendosi delle Ict e NON come fattore di coinvolgimento? (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)
Al momento è quasi un anno che stiamo sviluppando un progetto abbastanza complesso che si chiama Insito. Insito è una metodologia integrata per la costruzione partecipativa di una conoscenza territoriale condivisa. Metodologia integrata significa che noi per attivare cittadini e istituzioni, per ricercare dati e informazioni del e sul territorio ci avvaliamo di più metodologie partecipative, che quindi hanno un contatto diretto con i cittadini e dove la raccolta dei dati passa anche tramite registrazioni vocali, riprese e fotografie, sia di strumenti che permettano la comunicazione e scambio ad un livello virtuale tramite Internet. In passato abbiamo utilizzato sistemi di interviste e comunicazione della conoscenza tramite testi, suoni e immagini che si adattavano ai vari progetti ma non erano in continuo scambio e iterazione come avviene per Insito.
10. Avete avuto altre esperienze puntuali e ambiti specifici? (es. memoria storica, turismo, gestione e progettazione del quartiere, coesione sociale, organizzazione di eventi, pianificazione, gas, servizi immobiliari...) (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)
Noi abbiamo fatto in passato un progetto chiamato Geografia relazionale. Questo lavoro è stato studiato per condurre un accompagnamento all'evento Festa europea dei vicini di casa invitando gli abitanti del quartiere alla manifestazione e sperimentando un metodo di analisi urbana e sociale. I feed back del progetto son stati molto buoni soprattutto dal punto di vista partecipativo durante il nostro progetto e poi all'evento. Insito, il progetto che stiamo sviluppando ora, ha le potenzialità per essere nodo di sviluppo di molte attività a livello locale e la nostra volontà e che possa diventare un motore di ricerca e di sviluppo nelle aree in cui verrà applicato.
11. Avete provato altre combinazioni, sistemi e strumenti e tra reale e virtuale?
Sì, certo. Sia tramite un interazione diretta ovvero vis à vis sia tramite diciamo pubblicità con cartoline e flyer.
12. Avete intrapreso azioni di mediazione e comunicazione con l'amministrazione comunale o con altri enti?
In parte. Al momento la comunicazione con le amministrazioni non è stata ancora affrontata mentre abbiamo coinvolto con risultati non sempre soddisfacenti varie associazioni. É chiaro che comunicare e far rete è un punto fondamentale delle nostre azioni che però devono essere ancora strutturate per poter essere presentate con una certa chiarezza e ricevere un feed back positivo per ottenere un coinvolgimento operativo.
13. Quali sono le vostre prospettive e orientamenti d'impiego generale delle Ict?
Bhe, di implementarne l'utilizzo facendole rientrare sempre più nell'abitudine. É chiaro che le ICT non sono strumenti che possono in tutto e per tutto rimpiazzare i consueti modi di comunicare. Le ICT sono strumenti nuovi che permetto comunicazioni differenti e sarà importante sviluppare questo.
14. Riconosce un interesse, una spinta da parte di istituzioni? Conoscete fondi (bandi) o indicazioni (direttive, progetti) riguardo l'utilizzo delle Ict?
Sì c'è un interesse da parte delle istituzioni ma molto spesso dettato più da richieste vorrei dire alla moda rispetto ad una reale comprensione di quello che viene chiesto, nel senso che molto spesso quello che viene richiesto e poi attivato, poi non è utilizzato e se lo è solo in parte sia dalle stese istituzioni che dai cittadini eventualmente coinvolti. Quindi forse più un problema di comprensione e di conseguenza di comunicazione. Non conosco direttamente bandi per l'utilizzo delle ICT per le istituzioni ma si stanno organizzando sempre di più eventi, conferenze che sviluppano il tema e presentano lavori in questa direzione.
15. Avete avviato corsi di avvicinamento alle nuove tecnologie? Di alfabetizzazione informatica? Cosa manca ai cittadini?
No, non abbiamo ancora avviato questo tipo di corsi ma è sicuramente una delle cose, che abbiamo messo nella lista, delle cose da fare nel nostro programma del prossimo anno. Ai cittadini che già utilizzano a livello base questo tipo di sistemi manca sicuramente confidenza, per quelli che ne sono completamente al di fuori sicuramente manca fiducia e motivazione. Perché devo spendere tempo imparare una cosa nuova? I benefici devono essere resi espliciti anche da azioni di feed back.
16. I cittadini, nel vostro quartiere, avvertono un deficit dell'offerta di servizi Ict?
Non lo sappiamo ancora.
17. Avvertite che spingere troppo sulle Ict rafforzerebbe le disuguaglianze? O aprirebbe il territorio a fenomeni di maggiore democrazia?
Non so se la parola democrazia sia azzeccata. Io non credo si stia spingendo ma semplicemente capire, poter seguire il flusso dei cambiamenti e utilizzarne questi strumenti sia oramai indispensabile come quasi saper leggere e scrivere. É chiaro che chi non li conosce e non li utilizza è tagliato fuori da una parte di mondo che si ingrandirà sempre più. Chiaro è che questa risposta è specifica in riferimento alle aree in cui noi stiamo lavorando.
18. Mi potrebbe parlare maggiormente della vostra attività sotto il profilo della pianificazione e della gestione territoriale? Della partecipazioni dei cittadini riguardo al territorio e agli spazi pubblici?
La nostra idea fondamentale è che la conoscenza di un territorio non passa solo attraverso dati che indicano l'ampiezza e il manifestarsi o meno di vari fenomeni, ma anche da quella che appartiene alle persone che vi sono insediate, lo vivono e ci lavorano. Il nostro contributo alla pianificazione e gestione territoriale è duplice. Da un lato sviluppando il senso di appartenenza, identità e collettività tra i cittadini stimoliamo e diamo nuovo spazio allo scambio e dialogo in definitiva sulla res pubblicae; dall'altro mettiamo a disposizione di enti, istituzioni, pubbliche amministrazione e progettisti un bagaglio di informazioni oggettive e soggettive che posso individuare dei trend ed essere la base per sviluppare azioni che non siano calate dall'alto ma che prendono forza e concretezza da una più articolata conoscenza del luogo quindi, speriamo, condivise e di conseguenza sostenibili.