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Anna Rowinski

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    Anna Rowinski | sfaff dell'agenzia San Salvario situata a Torino in via Sant'Anselmo, 20/c, nella Circoscrizione 8 | Torino, 16/03/2009, 10:00–11:30

     

     

     

    1. Quali sono i vostri canali d'informazione? Dall'ente verso i cittadini? (es. telefono, fax, sms, sito, newsletter, mailing list, chat – skype, forum)

    L'agenzia ha un gruppo di soci, l'agenzia è un soggetto di secondo livello, quindi è un'associazione di associazioni. I soci oggi sono circa venti. Ogni socio è un soggetto aggregato: non possono essere singoli cittadini i soci dell'agenzia; quindi può succedere che per informare i soci che a loro volta poi hanno una ricaduta sui loro soci [cittadini].

    Il telefono come mezzo di prima informazione, per le cose più urgenti.

    E' successo anche che noi avessimo un progetto di diffusione di un laboratorio musicale che dava formazione musicale, una serie di concerti nel quartiere; avevamo più di 200 allievi e molti di questi avevano la mail, quindi c'era una mailing list per informare su tutte le attività del progetto che è stato molto articolato e lungo: da gennaio a giugno. Però alcuni di questi allievi non avevano la mail e quindi il telefono diventava il mezzo di comunicazione più facile. Per cui facciamo anche molte telefonate quando necessario.

    Non abbiamo mai usato gli sms.

    Abbiamo un sito: un tema interessante. Storicamente avevamo un sito tradizionale che diceva: l'agenzia fa questo e quello. Adesso non abbiamo più un sito che parla dell'agenzia ma abbiamo realizzato un portale attraverso un finanziamento della Provincia di Torino, Settore Pari Opportunità. Abbiamo realizzato questo portale che si chiama sansalvario.org. Non è ancora completo, però è già fruibile on-line. E' in costruzione continua proprio perché ci sono degli spazi dedicati alle associazioni, ai gruppi, volendo anche hai commercianti del quartiere che possono avere una loro pagina —adesso i soggetti commerciali è un tema un po' più difficile— però le associazioni e chi opera in quartiere può avere una propria pagina, dove promuoversi attraverso il portale. Il portale non è più il sito dell'agenzia ma è un sito di quartiere; e così appare guardandolo. C'è una sezione dedicata all'agenzia, c'è una newsletter che stiamo lavorando per farla diventare automatica. Chi aggiorna la propria pagina del portale e mette delle notizie come in evidenza: cose che succedono nei giorni e settimane successive. Le categorie “eventi in quartiere” vengono messi insieme e spedite una volta uno o due settimane a una serie di cittadini che nel tempo si sono iscritti. La newsletter è una newsletter che l'agenzia faceva prima che ci fosse il portale. Quindi abbiamo già una mailing list che è il risultato di anni di rapporti, lavori con le persone, contatti, etc. Man mano si allunga e tutti quelli che sono iscritti alla mailing list ricevono la newsletter "la comunità di San Salvaro" che dice: nelle prossime settimane succede questo.

    Le associazioni sul sito possono avere una pagina e caricare tutto quello che vogliono, un loro spazio dedicato che fruiscono attraverso una richiesta. Gli si dà una password e loro aggiornano direttamente in maniera molto facile perché è nato per essere gestito direttamente dalle associazioni. Noi abbiamo fatto anche dei piccoli corsi per chi voleva, proprio per le persone che non sanno manovrare uno strumento informatico; perché se un minimo sei già...

    Il sito adesso si sta completando, raccontando che cos'è il quartiere a partire dalla storia, dalle risorse etc.. Però parla anche molto di cosa si fa in quartiere, perché c'è anche la possibilità di aggiornare continuamente da parte di tutte le associazioni che sono partner.

    L'agenzia ha un indirizzo Skype ma non lo usiamo mai, devo dire.

    Il sito è nato con l'idea che ci fosse anche una sorta di forum di quartiere, una cosa di vicinato. Non è ancora attivo, credo che l'idea di evoluzione ci sarà anche quella parte li.

     

     

     

    2. Quali sono i vostri canali di comunicazione? Dai cittadini all'ente e viceversa? (es. telefono, fax, sms, mailing list, blog, chat, wiki, forum)

    I cittadini possono chiamare, “faxare” o possono venire al nostro front office. Noi abbiamo un ufficio con una vetrina sulla strada e il fatto che ci sia una vetrina sulla strada, fa si che questo posto —indipendentemente da un orario di apertura garantito che per il momento non c'è. Noi una volta, avevamo un orario scritto sulla porta, ma ora non c'è più perché non eroghiamo nessun servizio di sportello. I servizi di sportello li eroghiamo in via San Pio V 17 dove c'è uno sportello in cui noi ci occupiamo di dare informazioni sui temi della sicurezza e dell'impresa. Due cose che si chiamano "infosicurezza" e "infoimpresa"; il gruppo Abele gestisce lo spazio di gestione dei conflitti e l'associazione Asai fa un servizio che si chiama informa lavoro. Quindi c'è un punto dove ci sono tutte le informazioni a seconda degli orari, dei giorni per i cittadini. Prima li erogavamo qua questi servizi, invece adesso sono là. Quindi qui non è un posto dove in qualsiasi ora del giorno c'è la garanzia di aver qualcuno che ti risponde; però essendo aperto dal 1999, questo ufficio, ed essendo sulla strada in un punto di grande passaggio del quartiere è comunque un luogo dove la gente entra, ci sono delle vetrine. Le vetrine parlano anche di cose che puoi approfondire se entri qui dentro; ad esempio: informazioni su bandi, su strumenti che facilitano lo sviluppo d'impresa, piuttosto che la riqualificazione dell'habitat. Per cui tu dalle vetrine capisci un po' quelli che sono i lavori che stiamo portando avanti. C'è una vetrina che è quella lì, in cui tutti quelli che ci portano locandine o pieghevoli su attività in quartiere. Questa è una bacheca dove tutti possono consultare, dove possono venire a prendere informazioni attraverso i pieghevoli, cartoline etc.

    Ci sono cittadini che utilizzano questo luogo anche solo per informazioni di primo livello. Diventa una consuetudine entrare, dopo dieci anni è una abitudine acquisita. Molti non hanno capito, in realtà, esattamente qual'è la natura di questo posto. Alcuni non sanno cosa sia un agenzia di sviluppo locale. Questo fa si che questo venga scambiato per un posto dove un'informazione, anche di natura immobiliare possa venir data. Noi se abbiamo tempo abbiamo sempre avuto un atteggiamento aperto. Chi entra cerchiamo di orientarlo, se vediamo che è disorientato per il quartiere. Di certo spesso è stato un grosso tempo richiesto quello di stare in un posto dove tutti posso suonare. Il personale non è numerosissimo e ognuno è part time.

    I cittadini posso scrivere all'agenzia via mail, ma non so a che punto siamo con il blog.

     

     

     

    3. Siete interessati all'utilizzo delle Ict volte a informare, comunicare e a far partecipare (coinvolgere, consultare)?

    Sì, siamo interessati. Questo lavoro della produzione del sito, che è stato anche un lavoro abbastanza articolato, non l'abbiamo demandato a un soggetto tecnico specializzato, ma l'abbiamo costruito facendo lavorare due associazioni del quartiere più l'agenzia intorno ad un tavolo: una più specializzata nella parte d'informatizzazione, l'altra più specializzata nella parte di accessibilità (perché questo dev'essere un sito accessibile che quindi deve avere alcune caratteristiche...) Insomma, è stato un processo complesso, in più dei grafici ci hanno aiutato a costruire un'immagine coordinata che noi utilizziamo. Da tempo stiamo cercando di lavorare —insieme ai progetti che portiamo avanti— sulla parte di comunicazione del progetto. Qui a San Salvario, siamo in luogo dove ci sono molte microprogettualità che stentano un po' ad emergere, perché nel panorama di comunicazione cittadina e anche extracittadina, se sei un piccolo, come ti fai sentire? Vedere?

    Un lavoro che abbiamo fatto negli anni, abbiamo cercato di sperimentare e stiamo cercando di sperimentare, come questo sistema può evolvere e di capire come le microprogettualità locali messe a sistema possano creare un di più appetibile per il pubblico cittadino e di più evidente, di più visibile. Su questo abbiamo sempre lavorato cercando di creare gli strumenti di comunicazione in cui metti in fila una serie di cose che hanno una loro coerenza, un loro filo conduttore e che magari distribuiti in modo più capillare nel quartiere e più cittadino come luoghi-punti di visibilità; proprio per attirare, far vedere, comunicare meglio. L'idea di mettere a sistema le microprogettualità locali e far emergere... É un lavoro che cerchiamo sempre di fare per quanto possiamo e riusciamo con strumenti di varia natura: dal pieghevole, piuttosto che...

     

     

     

    4. Quali sono le vostre risorse e dotazioni di infrastrutture informatiche?

    Noi abbiamo questo ufficio che ha tre stanze dotate di computer, fax e connessi in rete.

     

     

     

    5. Tutti i lavoratori dell'agenzia hanno la capacità d'utilizzo degli strumenti informatici?

    Io sono la meno abile; da qui in poi, gli altri meglio di me :)

     

     

     

    6. Esiste un responsabile di riferimento? Un addetto alla comunicazione? Dei tutor o consulenti?

    No, noi avevamo in passato una persona che si occupava non solo di comunicazione, ma era un esperto di comunicazione che era parte dello staff dell'agenzia. Era una persona che si occupava un po' della attività culturali e della parte di comunicazione. Adesso sarei un po' più io quella che si occupa della comunicazione; però noi non abbiamo dei ruoli molto inscatolati. Lo staff dell'agenzia è composto da competenze diverse. Adesso siamo due architetti, uno storico-sociologo e una persona che si occupa di sviluppo d'impresa, che ha una formazione più economica. Il direttore è un architetto e diciamo che la progettazione avviene tra i soci e noi in maniera coordinata e poi per vocazione e per competenze ci si occupa più di una parte. Non posso dire che sono solo io che me ne occupo, però io più di altri.

    Per quanto riguarda le consulenze: il portale è stato costruito attraverso la partecipazione di due associazioni; una (Ares) che aveva speciali competenze e che lavora sull'accessibilità (che è anche l'associazione che ci ha trovato il finanziamento per realizzare questo portale, dalla Provincia) un'associazione di ragazzi del quartiere che opera in quel campo lì e che quindi ha curato quella parte lì. L'altra associazione (associazione Nessuno) che promuoveva la realizzazione di una sorta di blog di quartiere —che in realtà, appunto, non è stato ancora realizzato. Noi abbiamo coordinato il lavoro.

    Poi abbiamo dei consulenti, abbastanza storici con cui lavoriamo da tempo, per la grafica e comunicazione (Studio Bellissimo). Hanno lavorato per anni, non sempre loro, più di altri con noi. Ad un certo punto gli abbiamo chiesto di elaborare un'immagine coordinata, non tanto dell'agenzia ma quanto di quartiere, in modo da poter realizzare in proprio o con una mini consulenza (affidandolo nuovamente a loro) avendo degli elementi di immagine coordinata da poter assemblare in maniera più rapida e incisiva. Una sorta di immagine coordinata di quartiere. In modo tale che chi in quartiere vuole fare delle attività e promuoverle attraverso l'utilizzo del portale e di questa immagine coordinata, può! Ci sono una serie di prodotti che sono già stati realizzati (volantini). Abbiamo una texture, un logo di quartiere, un box che rimanda alla forma di San Salvario, una palette di colori, etc. A seconda del prodotto che vuoi creare, non viene una cosa superlativa, ovviamente, se la fanno loro e meglio, però a seconda delle risorse disponibili, si può pensare di dare un'immagine coordinata e strutturata della comunicazione del quartiere. Quel lavoro è anche stimolato da una serie di soggetti locali e studi professionali, giovani e meno giovani architetti ect. che hanno un po' promosso l'idea di creare questa cosa e poi noi l'abbiamo fatta fare a loro.

     

     

     

    7. Avvengono fenomeni di empowermet o volontarismo?

    Coinvolgiamo, come ho già detto, alle associazione di quartiere l'organizzazione di eventi e progettualità. Il sito per esempio è una cosa molto partecipata, nel senso che l'hanno materialmente realizzata queste associazioni. Noi abbiamo fatto tutta la redazione dei testi, la ricerca dei testi e delle immagini. Abbiamo contattato tutte le associazioni. Cioè abbiamo fatto un grosso lavoro di segreteria organizzativa per questo portale. Perché: contatta tutte le associazioni del quartiere; chiedi vuoi una pagina o no; se la vuoi ti faccio la formazione; organizza le giornate di formazione; le password. Tenere le fila di tutto è un lavoro corposo. Dal punto di vista delle competenze specifiche sono stata affidate ad altri. Adesso partecipano circa 30 associazioni al sito anche con una pagina personale. Dovrebbero anche aumentare, perché il sito è on-line ufficialmente da 1-2 mesi.

    La biblioteca di quartiere, invece è un progetto non di comunicazione, è un punto biblioteca alla scuola Manzoni, in cui mettendo insieme una scuola che aveva degli spazi disponibili e facilmente accessibili dall'esterno; le biblioteche civiche torinesi (qui non c'è una biblioteca, la biblioteca di pertinenza, di area è la Geisser che sta dall'altra parte del Po, molto più in là) ci hanno messo un pezzo: cioè hanno messo l'arredo, l'allestimento e i libri. Tutte le associazioni hanno lavorato con il coordinamento dell'agenzia per strutturare il progetto biblioteca: mettendo a disposizione dei volontari, lavorando e creando una programmazione di attività che avvengono nella biblioteca. Noi cerchiamo di far lavorare le associazioni, a volte è più facile a volte... Per alcuni progetti si cercano anche competenze e professionalità specifiche che vanno comprate sul mercato. Quando è necessario si fa.

     

     

    8. La comunicazione è differenziata in base al target di riferimento?

    Sì e no, nel senso: il target a cui si rivolge sempre l'agenzia sono i cittadini, nel senso ampio. Però l'agenzia ha come sua mission —tra le mission dell'agenzia— quella di rivolgersi ai cittadini del quartiere e poi per la città; partendo da questo quartiere in maniera trasversale. Quindi noi dovremmo fare una comunicazione che sia comprensibile nel principio da tutti. Ovviamente qui ci sono tanti immigrati ed è più complesso raggiungerli. Noi non abbiamo mai fatto progetti solo per gli immigrati. In genere facciamo progetti per i cittadini del quartiere. Poi ci sono progetti che hanno una natura tale per cui raggiungono di più gli immigrati di questo quartiere. Se l'iniziativa che si propone si immagina che abbia un target di riferimento più rivolto agli anziani, piuttosto che i bambini, si cerca di adottare un linguaggio comprensibile. Quello del linguaggio della comunicazione è un tema sempre un po' difficile, perché poi quando ci si concentra a lavorare sempre sui testi e sulla parte si copy [writing], secondo me poi è difficile tenere da una parte il piede in quelli che sono i trend di comunicazione e che rendono i testi più incisivi, comprensibili e dall'altra la reale comprensibilità del messaggio, che i reali fruitori dovrebbero avere. Anche i più grandi esperti di comunicazione sanno magari vendere bene un tipo di caffè, ma che ti sappiano comunicare bene una cosa, un'attività, un processo è ancora più difficile.

     

     

     

    9. Mi può raccontare di esperienze d'informazione, consultazione e di partecipazione attiva realizzate avvalendosi delle Ict e NON come fattore di coinvolgimento? (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)

    Attraverso queste tecnologie, mi viene da dire, che le informazioni sono sempre quelle che sono arrivate tramite la newsletter. Quindi è sempre più un'informazione, più che una consultazione. Il portale lo utilizziamo attivamente da due mesi e comunque per comunicare.

    Attraverso strumenti non informatici, le consultazioni sì, più di una, ma attraverso gli strumenti informatici mi viene da dire di no, fino ad oggi.

    L'informazione sì, in genere sono informazioni su: attività in corso a cui si può partecipare. Per il futuro sarebbe interessante sperimentarle. Si dovesse riuscire a costruire un altro pezzo di portale che permetta di attivare questo blog o forum, insomma che abbia queste caratteristiche partecipative, di questa natura in cui i cittadini o chi partecipa, possono anche metterci del loro...

    É da escludere che si possano fare delle operazioni di questo tipo, anzi credo che proprio in questo momento non abbiamo gli strumenti, a parte quello di mandare una mail e di farsi rispondere. In passato abbiamo mandato delle richieste —sempre mediate dal contatto telefonico o frontale con le persone— di compilare delle schede con proposte di partecipazione per il progetto "Casa del quartiere" che stiamo portando avanti, la ristrutturazione degli ex bagni pubblici che stanno in via Morgari. Tutte le associazioni socie dell'agenzia, da quello, si è allargato ad altre associazioni, gruppi, soggetti del quartiere; una consultazione su proposte per l'utilizzo di quegli spazi che non saranno mai dati in uso esclusivo, ma sempre a rotazione. Per esempio lì, c'è stato un incontro e poi c'è stata la richiesta di fornire una serie di informazioni attraverso la compilazione di una scheda.

    Così come la compilazione di questionari di valutazione di progetti o di attività è sempre stata fatta con lo strumento mail. Mi viene difficile pensare che sia fatta soltanto attraverso una mail, senza almeno una telefonata d'accompagnamento o comunque un incontro faccia a faccia.

    Di fatto ultimamente è stato utilizzato Facebook, per la partecipazione. C'è stata una polemica recente sulla biblioteca di quartiere. L'apertura ha avuto alcune difficoltà, ma ha avuto un grande successo di persone e coinvolge volontari e associazioni. Ad un certo punto sembrava che questa biblioteca dovesse chiudere —e costa pochissimo per un servizio che tiene aperto continuativamente e costa infinitamente meno che pagare anche solo un dipendente comunale. Quindi, uno ha pensato a mettere su Facebook un pagina "Salviamo la biblioteca" e da lì si è innescato un meccanismo abbastanza spontaneo di iscrizioni che però è giunta ad alcuni giornalisti che erano frequentatori; hanno saputo e si sono iscritti e ha fatto si che da questa cosa fossero pubblicati tre o quattro articoli su La Stampa, La Repubblica e su Torino Cronaca. Ha fatto sì che le cose, per il momento, non si muovessero. Poi le persone si sono incontrate, quindi Facebook ha permesso di avvisare che ci sarebbe stata una riunione, un incontro o una festa.

    Tant'è che io mi sono chiesto, riguardo a un sito-blog di quartiere, se avesse ragion d'essere quando esistono degli strumenti informatici globali e mondiali che possono svolgere quella funzione, non essendo esplicitamente dedicati al quartiere, ma potrebbero essere utilizzati dalla gente del quartiere. Quindi, io che uso Facebook, ci fado poi ad aprirmi un blog di San Salvario o tutto sommato preferisco utilizzare Facebook anche per mille altre ragioni, se lì trovo anche altre delle cose su San Salvario meglio. Quindi perchè sovrapporre una roba locale quando c'è già una cosa globale che può localizzarsi? Perché farne uno specifico locale? Alla fine su Facebook becchi anche gente che veniva qui, abitava qui e che adesso non abita più. La gente lo usa [Facebook], quindi quel meccanismo degli amici degli amici, ti arriva. Mentre uno strumento specifico per San Salvario dovrebbe avere una possibilità di aggregazione forte, superare quel livello di adesione e partecipazione, oltre al quale lo strumento si alimenta da solo; però è molto difficile.

     

     

     

    10. Avete avuto altre esperienze puntuali e ambiti specifici? (es. memoria storica, turismo, gestione e progettazione del quartiere, coesione sociale, organizzazione di eventi, pianificazione, gas, servizi immobiliari...) (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)

    Noi abbiamo una mailing list che mette in rete i gruppi di acquisto solidale del quartiere, se con ci fosse quello probabilmente il GAS morirebbe. Ogni tanto ci sono delle riunioni di coordinamento dei GAS e ovviamente, momenti di confronto che senza lo strumento mail sarebbe difficile da immaginare.

    Poi c'era un altro gruppo che riguardava la sostenibilità legata all'abitazione, quindi un'esperienza di condominio sostenibile, fatta con un immobile di via Berthollet anche con la partecipazione degli abitanti, abbastanza spontanea, etc. che si è allargata ad un gruppo di persone interessati a questi argomenti che hanno cercato di coinvolgere altri gruppi di condomini per lavorare sull'ottimizzazione delle risorse energetiche, nella vita quotidiana dei cittadini organizzati in condomini. In questi casi lo strumento della mailing list è analoga ai GAS.

    L'associazione Ares e Solco hanno fatto delle guide multisensoriali di quartiere saranno messe anche sul sito. Per cui sistemi per non vedenti con sistema multisensoriale di visite guidate al quartiere.

    Adesso che c'è il portale, tutto quello che negli anni è stato messo a patrimonio, viene comunque messo on-line.

     

     

     

    11. Avete provato altre combinazioni, sistemi e strumenti e tra reale e virtuale?

    Credo che gli strumenti informatici abbiano delle potenzialità enormi, bisogna tenere presente che in un quartiere così se tu vuoi incontrare una persona o risolvere un problema, se esci su questo angolo (questo angolo di incrocio tra via Sant'Anselmo e via Berthollet) è un posto dove tutti passano almeno una volta al giorno. Mi è successo di gente che mi dicesse: hai un ufficio da affittare? Io sono uscita, e ancora prima di aver telefonato alla persona, l'ho vista passare. San Salvario è un luogo molto concentrato, quindi le relazioni sono molto facilitate dalla prossimità fisica. Poi lo strumento informatico aiuta e probabilmente avrebbe un valore maggiore in un luogo in cui c'è più dispersione. Spesso si risolve tutto in un'uscita.

    Ora mi ricordo di un progetto che riguardava il Wi-fi del quartiere ma è morto a causa del proponente.

    Un ulteriore esempio: noi abbiamo un servizio d'informazione sugli immobili in affitto o in vendita a San Salvario soprattutto per chi vuole aprire un'attività commerciale, ma anche per l'abitazione. Quindi aggiorniamo questo database attraverso la collaborazione dei ragazzi che fanno servizio civile volontario. Ogni 15 giorni ciclicamente chi è iscritto a questa mailing list, riceve questo file informativo contenente: a San Salvario le case in affitto sono queste e hanno queste dimensioni e costi. La nostra è una mediazione.

     

     

     

    12. Avete intrapreso azioni di mediazione e comunicazione con l'amministrazione comunale o con altri enti?

    Attraverso le mail molto, attraverso il telefono e gli incontri. Molto attraverso le mail perché abbiamo degli interlocutori diretti.

     

     

     

    13. Quali sono le vostre prospettive e orientamenti d'impiego generale delle Ict?

    Dovendo dall'anno fine 2009 - inizio 2010; gestire un centro che sarà un luogo per il quartiere, dove i cittadini di qualsiasi età e interessi potranno trovare cose d'interesse, immaginiamo di dotarlo di un strumento di facile accesso e utilizzo. Essendo l'utilizzo a rotazione le associazioni che non hanno un ufficio o non hanno la possibilità di una sede o non ne sentono la necessità, un sistema di Wi-fi e un sistema di connessione facile... Ci saranno degli spazi attrezzati fisicamente, attrezzati per uffici a rotazione e la possibilità di andare a studiare, per esempio andandosi a sedere su una panchina con un accesso Internet Wi-fi.

    Ecco! L'associazione Nessuno si sta proprio occupando si questo. Stanno valutando, l'idea è quella di attivare una serie di punti in piccoli spazi pubblici o aperti o locali commerciali in cui sia possibile accedere alla rete.

    Se si troveranno un minimo di risorse, un po' di entusiasmo e così via si vorrebbe sviluppare quella parte lì [forum di quartiere]. In futuro, quando dovremo mettere in campo, degli strumenti di comunicazione per comunicare attività progetti (ad esempio per i corsi musicali) oltre a fare brochure e la locandina, l'idea di creare una pagina su Facebook e una su Myspace è qualcosa che pensavamo di fare. Quelli di noi che utilizzano quei strumenti hanno visto e vedono che le informazioni circolavano molto tra gli utenti. Quindi stiamo valutando di promuovere le attività e far conoscere le attività superando la logica del volantino tradizionale.

     

     

     

    14. Riconosce un interesse, una spinta da parte di istituzioni? Conoscete fondi o indicazioni riguardo l'utilizzo delle Ict?

    Non mi sentirei di dire che le istituzioni torinesi siano così promotrici. Mentre a livello comunitario forse meglio. No, comunque non avverto alcuna spinta particolare.

    Sappiamo che c'è la città di Torino che ha un progetto di Wi-fi che qui sarà al [Parco del] Valentino.

     

     

     

    15. Avete avvio corsi di avvicinamento alle nuove tecnologie? Di alfabetizzazione informatica?

    Abbiamo fatto questi corsi alle associazioni per il portale. Ma non rispetto ai cittadini, per adesso no o almeno non direttamente. Ad esempio abbiamo un socio che è l'associazione Asai che fa un corso di informatizzazione con anziani e immigrati. Ma questo lo possono fare i nostri soci. Sono attività che i nostri soci fanno sia per gli anziani, che per le donne straniere, per i ragazzini in età scolare. Noi quindi non promuoviamo questo tipo di attività in modo diretto, perché ci sono già dei soggetti sul territorio che si occupano di quest'attività.

     

     

     

    16. I cittadini, nel vostro quartiere, avvertono un deficit dell'offerta di servizi Ict?

    Mha! Della nostra offerta non so. Avverto però che questo quartiere ci sono molti studi professionali con studi, architetti, grafici; c'è abbastanza fermento in questo senso; quindi mi sembra che ci sia un potenziale pubblico, o gruppi di soggetti che utilizzano le Ict e che le promuovano l'utilizzo di queste.

    I call centre sono invece il luogo privilegiato di accesso ad Internet per una certa categoria di persone, cioè le persone che non hanno il computer a casa. Da una parte ci sono i call centre e dall'altra parte ci sono i giovani professionisti che lo usano in studio.

     

     

     

    17. Avvertite che spingere troppo sulle Ict rafforzerebbe le disuguaglianze? O aprirebbe il territorio a fenomeni di maggiore democrazia?

    Penso che siano vere tutte e due. Nel nostro caso l'agenzia si rivolge a tutti i cittadini di qualsiasi età e provenienza; attraverso gli strumenti Ict raggiungi un pubblico che con gli strumenti tradizionali non raggiungeresti. Ma allo stesso tempo tagli fuori un pubblico, soprattutto delle persone anziane, perché tipicamente chi ha più di una certa età non utilizza in maniera agile questi strumenti. Quindi, io credo che se si deve comunicare a un quartiere, dove abita chiunque, si debbano riuscire a integrare, bene, gli strumenti di comunicazione scelti e possibilmente differenziarli se si vogliono raggiungere tutti. Quindi lavorare in maniera parallela su diversi strumenti. E poi per attività e progetti che si riferiscono a target più specifici, allora si può valutare in un caso piuttosto che in un altro, sia più utile aprire di più alle Ict. In particolare ai giovani, l'utilizzo di questi strumenti non penso sia discriminante, sempre che, le persone che già non hanno una mail (come alcuni dei nostri allievi) siano poi informati a mezzo telefonata delle stesse cose, perché altrimenti diventerebbe discriminante.

     

     

     

    18. Mi potrebbe parlare maggiormente della vostra attività sotto il profilo della pianificazione e della gestione territoriale? Della partecipazioni dei cittadini riguardo al territorio e agli spazi pubblici?

    A San Salvario si parla molto di viabilità, affrontando il tema con incontri, tavoli, gruppi di cittadini. Sulla viabilità e sulla mobilità ciclabile che poi incidono sull'inquinamento e sulla vivibilità in genere del quartiere. Gruppi in cui si è parlato di percorsi, sperimentazioni in tutto il quartiere di zone 30 (aree della città in cui si può andare in macchina solo a 30Km/h, non più veloce), dossi, pedonalizzazioni di alcuni tratti di via, piuttosto che facilitazione della mobilità ciclabile ma semplicemente dotando il quartiere di più parcheggi per le biciclette, magari con luoghi per la riparazione.

    Nell'anno del design [2008 Torino World Design Capital] abbiamo affiancato il progetto "Geodesign" per trovare delle comunità locali che avessero degli interessi; ne sono state individuate tante a San Salvario. Sono stati invitati questi designer e abbiamo portato avanti parecchi progetti. Adesso quell'operazione è stata prettamente mediatica, perché non ha dato risultati (tranne un minideposito nell'aiuola Donatello).

    Però, in quel caso sono stati coinvolti cittadini, persone e associazioni lavorando su vari temi, tra cui la viabilità del quartiere e che interessavano la mobilità: pedonalizzazioni, rallentamento e divieto di accesso alle auto in alcune parti del quartiere, biciclette, etc.

    Il luogo principe Piazza Madama Cristina, come grande spazio pubblico del quartiere, scarsamente o quasi per nulla utilizzato durante le ore non di mercato; quindi dialogo anche su quello, anche via mail.

    Sulla "Casa delle quartiere" ci stiamo lavorando. Ci siamo noi come staff dell'agenzia, stiamo incontrando i soggetti locali che continuano a crescere il numero di quelli che sono stati sentiti e su cui è stato fatto una richiesta di aderire con delle proposte alla pianificazione delle attività che si farà. Questo sta andando avanti e sta portando ad una crescita di interlocutori con cui lavoriamo, su questo tema. Utilizzando le Ict in maniera un po' accessoria agli altri strumenti.

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