Irene Braga | staff area cultura dell'agenzia The Gate situata a Torino in Piazza della Repubblica 4, Galleria Umberto I, nella Circoscrizione 7 | Torino, 17/03/2009, 11:00 – 12:30
1. Quali sono i vostri canali d'informazione? Dall'ente verso i cittadini? (es. telefono, fax, SMS, sito, newsletter, mailing list, chat – skype, forum)
The gate è un ente strumentale della città di Torino che prima operava all’interno del settore Periferie della Città mentre adesso fa capo all’assessorato alla rigenerazione urbana il cui Assessore è anche Presidente dell’agenzia di sviluppo locale.
Il problema è complesso, siamo un gruppo di persone ognuno dei quali lavora in ambiti specifici. Ad esempio tu conosci Viviana Rubbo che con altre due colleghe si occupa dell'ambiente costruito, di conseguenza segue progetti e processi di natura architettonica, inerenti il degrado abitativo, sviluppa e accompagna azioni relative a quel settore più altre iniziative promosse direttamente da Enti: Regione, Comune, etc, come per esempio i Piani di Recupero, per cui occupandosi di tutto l'ambiente costruito si occupa anche di tutti i cittadini che sono interessati alla riqualificazione. Così come c'è tutta un'equipe di strada, l'equipe d'accompagnamento sociale che si occupa dei temi dell'immigrazione e dell'inclusione sociale.
Non c'è una modalità unica con cui si comunica, ci sono diverse modalità in base ai progetti e alle azioni che si avviano suddivisi in questi ambienti e ai target di riferimento.
Noi per esempio che ci occupiamo di reti associative di promozione culturale, abbiamo tutto un sistema di comunicazione che fa in modo che ci arrivino determinate richieste. Teniamo le fila delle reti che sviluppano progetti sul territorio o che dall'esterno ci chiedono supporto per realizzare determinate iniziative. Quindi ognuno di noi utilizza strumenti diversificati.
Esiste un servizio di comunicazione (ce ne occupiamo io e Simona, anche se a Gate siamo tutti multitask e facciamo un po' di tutto). La comunicazione di Gate inizialmente, come tu vedi dalle colonne dai diversi colori, prevedeva un colore per ogni ambiente: l'ambiente costruito era rosso, l'ambiente sostenibile era il giallo, l'ambiente culturale era arancione e così via, ognuno di noi quindi corrisponde per competenze, professionalità, esperienze ad un ambito e colore specifico, anche se non vengono più utilizzati i colori per differenziare le azioni.
I sistemi di comunicazione sono diversi (stiamo anche tentando di utilizzare sistemi più strutturati) in questo momento abbiamo un sito internet —che forse tu hai visto— che è costruito come un database di tutte le proposte e iniziative che abbiamo attivato e/o accompagnato in questi dieci anni. L'home page riporta tutte le informazioni e le news di cui territorio deve venire a conoscenza perché sono progetti specifici e imminenti. Per esempio "In piazza s'impara": le lezioni che si svolgono la domenica mattina in piazza della repubblica. Lezioni d'italiano per gli stranieri.
Poi di volta in volta, rispetto ai progetti, utilizziamo altre tipologie di strumenti. Rispettivamente all’ambito di attività: costruito, culturale, sociale…e all’interlocutore., Facciamo produzioni cartacee: locandine che vengono messe dentro gli androni di tutti gli edifici, flyer che vengono distribuiti capillarmente sia sul nostro territorio che su altri tipo San Salvario, dove sappiamo esserci maggiore concentrazione d'immigrazione che possono essere interessati alle nostre iniziative, e diffondiamo in punti strategici della città: biblioteche, università, etc.
Molta produzione cartacea insomma e qualche strumento elettronico come la newsletter inviata ad un mailing list abbastanza esteso, con 3500 indirizzi. Estesa perché non è solo riferita al nostro territorio, perché a Porta Palazzo pochi hanno Internet e pochi accedono a Internet. Alla fine i veri destinatari sul territorio all’interno della mailing list saranno 500 – 600.
Calcola che Porta Palazzo ha circa 8000 cittadini e considera che ogni anno a Porta Palazzo sono molti i nuovi cittadini. C'è una popolazione storica ma anche un ricambio continuo, abbiamo circa il 22% di popolazione straniera che perlopiù gravita, abita e poi si sposta in altre aree.
Arrivano perchè sanno che Porta Palazzo è come il primo approdo, per cercare lavoro, casa, informazioni, ma sovente quando sono più stabili, si spostano, per cui noi ne perdiamo i riferimenti.
Porta Palazzo è un territorio molto complesso in cui gli schemi si rompono in continuazione.
Con questa newsletter elettronica comunichiamo le nostre iniziative ma anche azioni e progetti dell'Assessorato e di tutte le associazioni che operano sul territorio. Tutte quelle attività che possono avere delle ricadute e dei benefici sul quartiere. Dall’esterno c'è la possibilità di
scriverci attraverso il sito e iscrivendosi c'è la possibilità di ricevere questa newsletter realizzata in Dreamweaver. Non è mensile ma segue la periodicità degli appuntamenti.
In alcuni casi abbiamo usato strumenti più agili per esempio con gli ambulanti del mercato –che lavorano qua, ma non ci vivono. Abbiamo raccolto tutti i loro numeri di cellulare e all’epoca del cantiere sulla piazza abbiamo attivato un servizio di info tramite SMS.
Per quanto riguarda la grafica della comunicazione, non c’è in staff nessuno che abbia quel tipo di competenza quindi ci arrangiamo, realizziamo direttamente noi imparando di volta in volta l’utilizzo di software come Dreamweaver, Illustrator, Photoshop….
Affianchiamo a queste attività l'ufficio stampa. Redigiamo il comunicato, lo diffondiamo, lo facciamo pubblicare attraverso i canali web della città su newsletter più istituzionali come Torino Click e attraverso il loro supporto dell’addetto stampa dell’assessorato di Ilda Curti. cerchiamo di dare maggiore visibilità alle iniziative.
2. Quali sono i vostri canali di comunicazione? Dai cittadini all'ente e viceversa? (es. telefono, fax, SMS, mailing list, blog, chat, wiki, forum)
Siamo aperti con un front office dalle 9,00 alle 18,00, da poco abbiamo deciso di limitare lo sportello e tra breve sarà ridotto l’orario. Da dieci anni siamo aperti con orario continuato, nessun altro ente offre questa disponibilità. E' vero gestiamo anche tutte le esigenze del mercato, per cui quando c'è stato il cantiere e il mercato veniva spostato da un giorno all'altro, c’era bisogno di continuità. E ancora prima quando è avvenuta l’importate riqualificazione di Porta Palazzo, eravamo aperti anche il sabato mattina. Abbiamo un orario di sportello talmente esteso che possiamo accogliere il pubblico diversificato per ogni problema. Dagli stranieri immigrati che cercano i mediatori culturali. Dall'anno scorso abbiamo anche il mediatore marocchino che, due ore al giorno, si è dedicato a tutte le problematiche legate alla salute, casa, lavoro, etc. dei migranti marocchini. Abbiamo anche la mediatrice cinese. Indirizziamo rispettivamente ad altre associazioni tutti quelli che vengono e hanno bisogno. Per cui il nostro primo approccio è il front office: il nostro maternage sul territorio, il più forte, il più consistente. Poi riceviamo tantissime email, anche. le mail, come ti dicevo prima arrivano suddivise per argomenti: per cui tutti quelli che hanno a che fare con i Piani di Recupero, con il Bando Facciate, con la riqualificazione dei condomini etc, scrivono all'equipe che si occupa di questo. Come sul nostro indirizzo email scrivono tutti quelli che invece si occupano di cultura e di rivitalizzare il territorio. Così come sulla email dell'equipe sociale arrivano - e loro reindirizzano ai vari mediatori- tutte le richieste dei cittadini che hanno la possibilità di utilizzare quello strument
Non ci sono blog in questo momento e nemmeno forum. Anche perché il problema sarebbe gestirli. Siamo uno staff di persone part-time, riusciamo con fatica ad aggiornare il sito Internet, a gestire e rispondere a tutte le mail che ci arrivano e a mantenere uno standard di comunicazione sui progetti che realizziamo per cui sarebbe difficilissimo star dietro ad altro. Dovrebbe esserci qualcuno dedicato ma in questo momento non è fattibile. C'è anche la difficoltà —quella che dicevo prima— che avendo a che fare soprattutto con tantissimi immigrati o tantissimi operatori del commercio che non usano questi strumenti, non ci sarebbe un target significativo.
3. Siete interessati all'utilizzo delle Ict volte a informare, comunicare e a far partecipare (coinvolgere, consultare)?
Assolutamente sì. Ci domandiamo spesso come riuscire a fare in modo che, innanzitutto la nostra rete di soggetti partecipi di più. Spesso in staff ci domandiamo come trovare una modalità giusta, pertinente, perché ci siano più processi partecipativi, rispettivamente a tutte le azioni e le iniziative che accompagniamo. Quindi si, lo vorremmo assolutamente.
4. Quali sono le vostre risorse e dotazioni di infrastrutture informatiche?
Purtroppo a Gate c’è un di problema di attrezzature. A volte usiamo i nostri computer, questo per esempio è il mio Mac. Abbiamo 4 computer fissi collegati ad un sever, più tre portatili; siamo in sedici che turnano, quindi non abbiamo neanche un computer a testa. E in più la rete attraverso il server funziona male e i software mancano. A volte siamo disperati.
5. Tutti i lavoratori dell'agenzia hanno la capacità d'utilizzo degli strumenti informatici?
Sì. Sì. Impariamo tutti i programmi possibili e immaginabili.
6. Esiste un responsabile di riferimento? Un addetto alla comunicazione? Dei tutor o consulenti?
Sì sono io.
Per quanto riguarda il sito Internet, il template e la parte grafica l'ho sviluppata con dei ragazzi esterni che fanno quello di mestiere. Gli ho spiegato come lo volevamo impostare, mi hanno portato delle proposte e poi hanno creato il definitivo. Tutta la parte dei materiali testuali l'abbiamo gestita io e Simona, nella scrittura e nella stesura e nella ricerca. Dopodiché abbiamo consegnato tutto alla redazione web della Città —che lo gestisce (perché essendo “Comune” siamo affiancati dalla redazione del CSI Piemonte).
7. Avvengono fenomeni di empowermet o volontarismo?
E' molto difficile raccontarli tutti... Ad esempio esiste la "Casa dei cittadini" –all’interno della portineria del nostro cortile-, è nata attraverso il comitato sicurezza di Porta Palazzo, attivata da singoli cittadini con il sostegno della Circoscrizione 7, proprio perché ci fossero sul territorio delle persone che si mettessero a disposizione di tutti gli altri residenti per affrontare determinate tematiche. Sono un volano di comunicazione, attraverso cui facciamo in modo che altri vengano a conoscenza delle diverse attività promosse sull’area. Idem con le mamme e i bambini di Porta Palazzo —perché stiamo occupando un giardino che prima era chiuso— attraverso queste mamme facciamo comunicazione per riuscire a raggiungere le scuole, per poter raggiungere altri gruppi famigliari. Abbiamo molte reti, delle persone che collaborano con noi da anni e che diventano uno strumento di passaparola, di tam-tam. Poi utilizziamo conoscenze e relazioni più tecniche da parte delle strutture che esistono a Porta Palazzo. Per esempio vicino al Serming, c'è l'Albe Steiner che è la scuola di grafica, lavoriamo spesso con loro. Lo scorso anno abbiamo avviato la Leva Civica, un percorso di formazione in cui giovani diciannove-ventiseienni sono diventati volontari a disposizioni di determinate associazioni del territorio. I ragazzi hanno collaborato con loro nel tempo disponibile, nelle ore in cui non studiavano. Per trovare questi volontari, abbiamo lavorato nelle scuole e con l’istituto Steiner abbiamo sviluppato la grafica del progetto. Anche in altre occasioni abbiamo collaborato con l’Istituto, in questi mesi ci hanno illustrato le dispense didattiche del progetto "In piazza s'impara". Chiaramente gli riconosciamo qualcosa: abbonamenti a riviste di design, computer, qualche volta donazioni dirette. Insomma, sono una realtà che ci permette di avere un supporto costante per la realizzazione grafica e lavorando con i giovani di questo Istituto riusciamo ad arrivare a altri giovani sul territorio. Quindi c'è un continuo feedback.
Per l’ambiente “costruito” abbiamo invece identificato dei microleader neicondomini, molto attivi e disponibili, che diventano il nostro volano di comunicazione per i progetti sull’abitare.
8. La comunicazione è differenziata in base al target di riferimento?
Sì assolutamente sì. Scriviamo i progetti in lingua almeno in cinese, arabo e rumeno: le comunità più presenti.La grafica è realizzata ad hoc: il dépliant dedicato ai giardini è fatto per arrivare al target bambini. Perché occupare un giardino e fare giocare i bambini era lo scopo, quindi bisognava attrarre l'attenzione dei bambini e delle mamme. "In piazza s'impara" ha una comunicazione visiva riuscitissima, è stata fatta proprio perché si capisse subito che era rivolta ad un certo tipo di target, ed è stata tradotta in lingua.
Anche la comunicazione per i condomini: il “vademecum sull’abitare consapevole” è stato concepito come un fumetto per renderlo più accessibile ed è tradotto nelle 3 lingue. Anche quando andiamo nelle assemblee condominiali per spiegare un progetto, siamo accompagnati dai mediatori culturali.
Non facciamo newsletter elettroniche differenziate in lingua.
9. Mi può raccontare di esperienze d'informazione, consultazione e di partecipazione attiva realizzate avvalendosi delle Ict e NON come fattore di coinvolgimento? (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)
Quando The Gate era progetto pilota urbano nel 1998-2000, si realizzavano focus group di partecipazione attiva dei cittadini, su progetti molto importanti di riqualificazione tipo: come rifacciamo la piazza? come rifacciamo il borgo? c'è stato l'evento del community planning dove tutta la cittadinanza è stata chiamata a trovare delle soluzioni per riqualificare quell'area e i risultati sono stati restituiti alla municipalità. In un certo senso sono stati eseguiti i lavori tenedo conto di questo processo. All'epoca tutta la comunicazione era gestita dall’agenzia Segno & Progetto e non so come s'interfacciassero ecom'erano strutturati a livello metodologico,come venissero coinvolte le persone. Hanno prodotto molti materiali cartacei, ma a livello di utilizzo di tecnologie non conosco il lavoro svolto. Quando sono arrivata io, è iniziato il cantiere sulla piazza per il rifacimento del mercato che doveva essere consegnato con le olimpiadi, in questo caso c’è stato un massiccio utilizzo di strumenti informatici da parte nostra. Il servizio di SMS—come ti dicevo— per tutte le persone che dovevano essere informate se il giorno dopo fosse chiusa una strada o fosse spostato una porzione di mercato; perché avveniva tutto così rapidamente, che dovevamo gestirla in modo immediato. Per chi invece aveva Internet, sono stati raccolte le email e si realizzavano e inviavano le news sul cantiere.
Gestivamo una comunicazione quasi settimanale di SMS e newsletter. I dati erano raccolti su un server della Città che in tempo reale inviava le informazioni. Mentre noi attraverso un form redigevamo i contenuti.
Differenziavamo la comunicazione in base ai destinatari che ci avevano rilasciato i dati: se agli operatori dovevamo dire: “domani dovete spostarvi in quell'area….” Oppure: “farete il sorteggio alle ore….”; al cittadino dovevamo dire: “sarà chiusa quella strada, non è possibile transitarla…” Se con le email il rapporto era bi-direzionale e c’era la possibilità di avere da parte loro una richiesta, un feedback, con l’SMS non era possibile gestirlo.
Realizzavamo inoltre un flyer mensile sui lavori, che veniva distribuito nelle buche di tutti i residenti. Producevamo cartoline sullo spostamento del mercato …..., insomma moltissimo materiale. Anche una piccola pubblicazione sulle trasformazioni distribuito in 20000 copie durante l‘inaugurazione della piazza a lavori ultimati.
Per tutto il periodo del cantiere era inoltre attivo un’info-point dedicato, coordinato da noi e gestito da una società esterna, aperto tutti i giorni compreso il sabato mattina; con due operatrici che mantenevano i rapporti con la cittadinanza, raccoglievano istanze, dati, informazioni utili a mantenere un costante dialogo con il territorio. Arrivavano tantissime email. Ma anche in questo caso nessun blog o forum.
Le prospettive future…, sicuramente stiamo pensando che ci dev’essere un sistema più efficace di diffusione delle informazioni gestito in modo centralizzato.
Ci rendiamo conto che quando facciamo un'iniziativa ognuno di noi ha un indirizzario differente, una rubrica in Outlook che non dialoga con le altre, di conseguenza risulta difficile controllare l’efficienza…e non c’è nessuno che ne tenga le fila. Stiamo pensando di utilizzare applicativi via web per costruire una modalità più innovativa e valutarne i risultati.
Poi, sempre in prospettiva abbiamo appena presentato un progetto per il bando legge 58 della Regione Piemonte, un progetto di promozione culturale sul territorio, che utilizzerà nuove tecnologie. E’ la prima volta che partecipiamo alla legge 58, forse perché stiamo sfruttando tutte le possibilità di trovare finanziamenti, anche facendo concorrenza al terzo settore. L’idea è di realizzare “il museo a cielo aperto di Porta Palazzo” costruito attraverso tre azioni collegate.
Porta Palazzo si presta: è un “museo”, un laboratorio straordinario…quindi la volontà è quella di creare una piattaforma che diventi un archivio su Porta Palazzo e sulla sua storia orale, aneddotica, video, fotografica... che sia supportato da piattaforme esistenti come Youtube, Flickr ma che diventi una sorta di Wikipedia, in cui tutti possano contribuire con contenuti.
In questo caso è previsto anche un blog.
La seconda attività del “museo” avverrà attraverso un percorso partecipato con il territorio. Vogliamo attivare delle visite guidate tematiche, formando in collaborazione con Fondazione Pistoletto alcuni cittadini per farli diventare guide sociali, attivatori di promozione culturale. Il sistema di visite sarà realizzato con una prenotazione on-line.
Per esempio: “Angiolina”, la memoria storica del Balon si renderà disponibile a raccontarti il balon e le sue curiosità solo in determinate giornate. Potrai così prenotare la visita con lei attraverso il calendario web. Tipo un banca del tempo, per loro, sicuramente.
Poi attraverso il blog o il forum potrai discutere su come è stata la tua visita; anche perché così avremmo uno strumento per analizzare e monitorare il risultato di questa iniziativa. Ci crediamo molto, vorremmo crearlo per raccontare Porta Palazzo, le sue eccellenze, la sua storia, le sue potenzialità, le sue risorse con un forum e un blog che possano alimentare questa discussione. Se poi diventerà anche uno strumento perché chiunque si lamenti e ci scriva che c'è scippo e degrado lo verificheremo.
10. Avete avuto altre esperienze puntuali e ambiti specifici? (es. memoria storica, turismo, gestione e progettazione del quartiere, coesione sociale, organizzazione di eventi, pianificazione, gas, servizi immobiliari...) (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)
Con l'utilizzo di queste tecnologie si. Se per queste tecnologie intendiamo la home page del sito che riporta tutte le novità e tutte le azioni e la newsletter elettronica che viene gestita per comunicare i progetti in corso.Ad esempio fra poco riparte "In piazza s'impara" Come facciamo a comunicarlo di nuovo?!? Ogni progetto ha un'analisi di quali sono gli strumenti più idonei per comunicarlo. Per "In piazza s'impara" visto che si parla di stranieri, e non tutti conoscono la nostra lingua; utilizzeremo anche gli SMS raccolti durante le lezioni per raggiungere i 200 frequentatori assidui delle lezioni.
Su altri progetti dedicati al costruito e ai cittadini che abitano le case c'è un feedback costante, quasi tutto via mail o attraverso i microleader cherichiamano l'attenzione degli altri condomini sui progetti che inneschiamo, sugli appuntamenti che organizziamo: quando per esempio vogliamo fare un incontro sulla sicurezza domestica e comunicare che arriverà qualcuno a vedere se tutti hanno il tubo del gas che non sta perdendo etc. Per cui sicuramente c'è un costante dialogo attraverso la rete, ma non avviene attraverso strumenti tecnologici troppo avanzati.
Abbiamo anche fatto molti video, proprio ieri abbiamo vinto una menzione speciale di Piemonte Movie per il video su "In piazza s'impara" che adesso diffonderemo attraverso la rete di YouTorino. Abbiamo prodotto diversi video sulle esperienze di percorsi d'integrazione o su progetti partecipati, che di volta in volta vengono realizzati internamente con competenze poco professionali oppure attraverso collaboratori esterni. Questi video non potendo inserirli in streaming sul nostro sito Internet (perché ci sono dei limiti d'accessibilità), verranno inseriti in questa sezione di YouTube dedicata alla città di Torino: YouTorino appunto.
Abbiamo anche realizzato dei percorsi partecipati insieme all'associazione 313 che sviluppa rassegne video lavorando con la comunità locale per mesi, facendo interviste qualitative proprio riferite alle varie comunità d'immigrati per capire quali potrebbero essere i film, i documentari, ect. che a loro piacerebbe ri-vedere perché fanno parte delle loro radici, dei loro ricordi.. per poi realizzare una rassegna ad hoc.
Così come, mi sta venendo in mente che con il museo del cinema volevamo provare ad avviare un laboratorio che loro utilizzano nelle scuole per riflettere su tematiche dedicate all’integrazione, per far discutere, animare e alimentare, anche provocatoriamente determinati aspetti dell'integrazione tra italiani e stranieri e tra diversi aspetti delle religioni. In pratica, selezionano dei frame di video e li proiettano, per esempio ci hanno raccontato l’esperienza di quando hanno proiettato quello in cui un ragazzo marocchino si bacia con una ragazza italiana dentro una macchina, nella classe si sono scatenate discussioni in cui sono emersi fattori di disagio, di rabbia, di imbarazzo ecc. Però diventa un occasione per conoscersi meglio e confrontarsi, per conoscere le proprie differenze.
In passato abbiamo anche realizzato quel totem che vedi, ma è servito a poco. Credo che in città fosse la prima video-console pubblica, al cui interno erano ospitati video che comunicavano le azioni che si svolgevano su Porta Palazzo, erano selezionabili video su progetti rivolti ai giovani, piuttosto che video sulla storia di Porta Palazzo ricostruita attraverso cartoline che abbiamo fatto animare. Ti dava una serie di informazioni su dov'eri, cosa succedeva sul territorio. Utile anche per i turisti. Si entrava in questa galleria, vedevi uno schermo, un touchscreen, potevi selezionare cosa guardare, e avrebbe potuto essere di volta in volta implementato. Un Ict perfetto; peccato che ce l'hanno fatto togliere, che non piace, ho pensato che in altre città sarebbe stato sicuramente più gradito.
11. Avete provato altre combinazioni, sistemi e strumenti e tra reale e virtuale?
Mi è venuto in mente il sistema di webcalendar che usiamo per il cortile del maglio.
Dopo la riqualificazione di Borgo Dora in cui sono stati selezionati i vari operatori che in comodato d'uso occupassero i negozi del Cortile, è nata l’associazione Cortile del Maglio e successivamente attraverso un lavoro di progettazione partecipata con tutte le associazioni presenti si è costituito un consorzio: il consorzio Borgo Dora – Balon, presieduto dall’assessore Altamura. Le tre associazioni che ne fanno parte: Cortile del Maglio, l'associazione commercianti Balon e l'associazione ViviBalon (gli operatori lungo il canale Molassi ex operatori 121, cioè quelli senza licenza) devono per statuto del consorzio, promuovere e progettare la rinascita di quel territorio attraverso iniziative di vario genere (che possono essere iniziative in termini di servizi per la cittadinanza e in termini di promozione culturale). Noi siamo stati chiamati al tavolo di concertazione, negoziazione tra le associazioni, per facilitare il dialogo tra di loro, condividere una visione comune e aiutarli nella costituzione del consorzio. Ma soprattutto siamo diventati un po' il referente per l'amministrazione pubblica, per le tre associazioni e per la circoscrizione7 di cosa capita nell’area. Negli anni il Borgo e le sue aree: caserma cavalli, cortile del maglio, piazza dell’arsenale…., sono diventate sedi di varie attività, viene richiesto da molti soggetti e realtà private per far gravitare iniziative: per fare un mercatino, per fare una fiera, una rassegna, una serata aziendale. Per riuscire a regolare i flussi ed evitare sovrapposizioni abbiamo attivato questo strumento di webcalendar condiviso con tutti i soggetti all’interno del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che raccoglie le richieste, le date ecc. e che serve per dirottare le domande al suolo pubblico. Diamo quindi il parere rispettivamente a quello che il soggetto vuol fare, decidiamo se è di interesse per le finalità e le ricadute sul territorio.
12. Avete intrapreso azioni di mediazione e comunicazione con l'amministrazione comunale o con altri enti?
Riunioni, incontri, mail, telefono, soprattutto via telefono. Dipende se ci sono richieste che devono essere formalizzate o meno. Cioè qual è il grado del problema: per esempio quando un residente si lamenta dell'impalcatura presente in un area da anni, che rischia di essere pericolosa, invece di fare la telefonata ai nostri referenti amministrativi scriviamo una lettera, chiediamo delle risposte e questa lettera viene protocollata, quindi c'è tutto un iter da seguire.Nel caso in cui sia una convocazione avviene telefonicamente o via mail.
Ci sono comunque livelli differenti sia di conoscenza del settore di riferimento (perché con alcuni abbiamo magari un accesso privilegiato con altri diverso) sia rispetto ai problemi che dobbiamo risolvere.
Anche se siamo ente strumentale della pubblica amministrazione, non siamo collegati con Intranet, non accediamo direttamente né alle rubriche né alle delibere, né alle pagine riservate ai dipendenti pubblici.
13. Quali sono le vostre prospettive e orientamenti d'impiego generale delle Ict?
Vorremmo tanto che tutto fosse gestito con sistemi di quel tipo. Il fatto è che non riusciamo nemmeno a trovare un consulente che sia in grado di farci una seria assistenza tecnica sul funzionamento della rete, del server dei software. Negli anni abbiamo trovato solo gente che ha fatto danni e poi è fuggito. Forse il problema è la mancanza di risorse economiche.
Quando volevamo organizzare il sistema delle immagini, indicizzandole e organizzandole con un database tipo Access, non siamo riusciti a trovare qualcuno che ci orientasse in modo da renderlo efficace. Non sappiamo a chi rivolgerci forse perché facciamo le gare a ribasso: nel senso che chiediamo vari preventivi ma la scelta ricade sempre sul più economico, non sulla qualità del servizio.
14. Riconosce un interesse, una spinta da parte di istituzioni? Conoscete fondi o indicazioni riguardo l'utilizzo delle Ict?
No, io non sento questa spinta. Addirittura trovo sia proprio il pubblico ad essere indietro rispetto all’innovazione. La rigenerazione urbana ci ha messo un sacco ad avere un sito internet.Forse è solo una nostra mancanza, non abbiamo pensato fossero strumenti che facilitassero il lavoro e non abbiamo mai cercato occasioni di candidature per accedere a questi percorsi.
Probabilmente a livello regionale, l'Assessorato alla Ricerca e all'Innovazione, ma non ne siamo a conoscenza.
So che in certi settori, come l’Ecomuseo, stanno sviluppando sistemi più avanzati attraverso il CSI come per esempio il portale sulle industrie torinesi concepito come una sorta di Wikipedia.
15. Avete avvio corsi di avvicinamento alle nuove tecnologie? Di alfabetizzazione informatica?
Abbiamo talmente tanti soggetti che lavorano con noi su progetti specifici che ricordarsi se stiamo accompagnando...Ecco! Forse con il Tavolo Giovani. La nostra equipe sociale che si occupa anche di temi legati al disagio giovanile ha sviluppato progetti di questo tipo.. C'è stato l'anno in cui i ragazzi hanno dovuto sviluppare insieme a degli esperti il loro sito Internet. Il Laboratorio Creativo, un altro soggetto che lavorava a Porta Palazzo è stato chiamato a formare i ragazzi del tavolo perchè realizzassero il loro sito, aprissero un blog, e un forum dedicato.
16. I cittadini, nel vostro quartiere, avvertono un deficit dell'offerta di servizi Ict?
La sentiamo noi questa mancanza. Ci sono talmente tanti problemi: di casa, di sicurezza, di assistenza; figurati se ci vengono a dire: non ci mandate la mail!
17. Avvertite che spingere troppo sulle Ict rafforzerebbe le disuguaglianze? O aprirebbe il territorio a fenomeni di maggiore democrazia?
Possono coesistere entrambe. Non mi schiero. Sicuramente rispetto a quello che ti dicevo prima, sul tessuto sociale di porta Palazzo che ogni anno cambia lo schema di riferimento e arrivano nuovi cittadini, ci devono essere due livelli di comunicazione. Bisogna sfruttare al meglio le information technology ma anche garantire a tutti il diritto all’informazione.In generale in questo contesto credo molto nel sistema passaparola che utilizza sia la locandina all’interno degli stabili sia la rete di soggetti e leader territoriali.
Certo vorremmo evitarci il costo di inquinamento e di carta ma il processo dev’essere graduale. Devi utilizzarli entrambe fino a quando non ti rendi conto, che anche eliminando la carta stampata il risultato è ugualmente efficace.
18. Mi potrebbe parlare maggiormente della vostra attività sotto il profilo della pianificazione e della gestione territoriale? Della partecipazioni dei cittadini riguardo al territorio e agli spazi pubblici?
Con gli SMS durante il cantiere e i focus group durante la progettazione della piazza. Ci sono state molte esperienze ma non si sono formalizzate attraverso un voto, una indicazione, una discussione mediata da strumenti tecnologici. Possono nascere discussioni verbali attraverso la rete dei soggetti, possono nascere attraverso una mail. Tutti i sistemi di valutazione che monitorano il percorso di un’azione avvengono attraverso dei questionari specifici, delle interviste qualitative, un’attenta osservazione ma non avvengono attraverso un blog o un forum. Siamo su un livello più basso e meno partecipativo da questo punto di vista. Il nostro lavoro si fa attraverso rappresentanze non troppo allargate, non è la cittadinanza di Porta Palazzo che viene chiamata a [partecipare] ad un progetto ma identifichiamo di volta in volta la rete di soggetti da coinvolgere che poi diventano il nostro target su cui misuriamo l’azione. La partecipazione non è estesa (anche se dovrebbe), proprio perché è un territorio complesso e mancano gli strumenti per farlo.