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Renato Bergamin

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    Renato Bergamin | direttore di Cascina Roccafranca situata a Torino in via Rubino 45, nella Circoscrizione 2 | Torino, 13/03/2009, 14:30–15:45

     

     

    1. Quali sono i vostri canali d'informazione? Dall'ente verso i cittadini? (es. telefono, fax, sms, sito, newsletter, mailing list, chat – skype, forum)

    Abbiamo un sito Internet, una mailing list piuttosto corposa, ma non una newsletter.

     

     

     

    2. Quali sono i vostri canali di comunicazione? Dai cittadini all'ente e viceversa? (es. telefono, fax, sms, mailing list, blog, chat, wiki, forum)

    Noi abbiamo uno spazio di accoglienza e di ascolto, nel senso che il nostro punto informativo in realtà, è un front office nei confronti dei cittadini. Per cui, abbiamo sostanzialmente, non solo attenzione a dare informazioni, ma anche ricevere contributi, idee, proposte, etc. Fisicamente.

    Attraverso la mail diamo la possibilità ai cittadini di scriverci. Ma non esistono blog, forum, wiki.

     

     

     

    3. Siete interessati all'utilizzo delle Ict volte a informare, comunicare e a far partecipare (coinvolgere, consultare)?

    Noi abbiamo sviluppato queste modalità: il sito e la mailing list, che sono le modalità più efficaci che fin ora abbiamo utilizzato. Siamo arrivati a quasi 1500 indirizzi mail, per cui ci è facile comunicare e ricevere sollecitazioni attraverso queste modalità —che è anche la più semplice da gestire e anche la più economica. Non ci vogliamo lanciare, almeno per il momento, su forme tipo forum, chat o altre cose di questo tipo. Perché l'impostazione e anche la missione specifica —questa non è un'agenzia di sviluppo locale, lo è anche. Questa è una struttura che nasce da un progetto un Urban e nasce soprattutto da un'agenzia di sviluppo locale (anche se a Torino questo termine è stato molto usato per accompagnare i PRU soprattutto, mentre nelle altre zone si parlava di tavoli sociali; poi in realtà noi avevamo un tavolo sociale e da questo abbiamo sviluppato tutto il programma Urban e quindi abbiamo fatto un'azione che va al di là della classica azione di sviluppo locale, di un PRU, quindi molto più vasta), diciamo che il nostro interesse con questa struttura è di lavorare intorno alle relazioni. Per noi l'aspetto fondamentale è anche quello di ricreare relazioni, ma relazioni anche fisiche, non solo virtuali. Uno degli aspetti che abbiamo verificato, sul quale valeva la pena di operare era ricostruire un tessuto sociale di relazioni fra persone; perché ci siamo accorti che queste relazioni sono sempre meno e ci sono sempre meno opportunità e occasioni di crearle. Ci sono solo più i rapporti famigliari, ci sono i contesti lavorativi, i contesti a scuola; al di la di questi contesti poi diventa più complicato intessere rapporti sia di amicizia, ma anche di interesse comune e di fare qualcosa insieme ad altri. Siamo molto centrati sul fatto di far diventare questo luogo, un luogo dove la gente si incontra, ma non che si incontra virtualmente, ma che si incontri proprio fisicamente. Pensiamo che questa struttura, come è pensata e strutturata, sia essa stessa capace di comunicare. La struttura ti comunica delle cose, ti comunica tutto ciò che sta qui dentro e tutta una serie di opportunità dal punto di vista relazionale. Certo bisogna un po' implementarlo o almeno questa è l'idea. Per questo noi ci concentriamo molto sul fatto di far diventare questo luogo un luogo reale d'incontro — per quanto possibile — più che sviluppare altri aspetti. Anche il confronto di idee, il confronto tra le persone, cerchiamo di strutturarlo all'interno di gruppi di lavoro, ad esempio su tematiche piuttosto che organizzare forum o altre cose di questo tipo. Dopo di che, questi gruppi di lavoro utilizzano moltissimo Internet e questi sistemi. Oramai tutta la comunicazione, diciamo così operativa, viene fatta con questo sistema. Però esiste anche il contesto del gruppo, che fisicamente si incontra e fa insieme delle cose. Via Internet un po' si discute anche, ma ci si scambia informazioni operative, più che altro le discussione avvengono face to face.

     

     

     

    4. Quali sono le vostre risorse e dotazioni di infrastrutture informatiche?

    Noi abbiamo due sistemi qui dentro. Questa è una struttura un po' particolare: è gestita da una fondazione atipica in copartecipazione, che è una modalità di fondazione abbastanza rara ancora. Dico rara, perché sostanzialmente non funziona più escusivamente come una fondazione classica dove i soci fondatori portano un patrimonio. Un patrimonio immobiliare o in denaro, ma c'è la possibilità di avere anche dei soci partecipanti. In questo caso, noi abbiamo il socio fondatore che è la Città di Torino, che mette la struttura, dei soldi e del personale. Poi abbiamo dei soci partecipanti che sono una serie (in questo momento sono quasi 40) di realtà associative o anche di gruppi non formalizzati in associazioni, che però si riconoscono, sono gruppi reali che operano e dichiarano l'obiettivo del loro stare insieme, del loro operare. Lo descrivono non in modo formale, ma attraverso un progetto in cui spiegano chi sono e cosa fanno. La cosa interessante è che il consiglio direttivo di amministrazione di questa fondazione è formato per metà da rappresentanti del Comune e per metà da rappresentanti delle associazioni con pari opportunità e poteri. L'operazione che è stata fatta è: dare potere anche alle associazioni e allo stesso tempo farle assumere una responsabilità anche gestionale: ti riconosco le tue capacità di essere una realtà che opera in un territorio, che mette in campo idee progetti idee, progetti, esperienze; che mette in campo anche volontariato; io te lo riconosco come un patrimonio immateriale che porti dentro a questa struttura. Questo è un aspetto interessante, nuovo. Per cui... qui dentro ci stanno del personale comunale, ci stanno degli uffici e quindi c'è una rete che fa riferimento alla rete comunale. Torino in questo senso è molto avanzata rispetto a tante altre città, da questo punto di vita. Tutti gli operatori sono in rete; sono in rete tra di loro.

    E poi esiste invece un supporto informatico alle associazioni e ai gruppi. Nel senso che esiste una seconda rete, non più comunale, ma gestita direttamente dalla fondazione, per cui tutti i locali, quasi tutti i locali di questa struttura hanno un computer, hanno una stampante, hanno la possibilità di essere in rete.

    Il Wi-fi non l'abbiamo; lo volevamo poi abbiamo deciso per motivi più tecnici e organizzativi e anche perché, combinazione, tutta la struttura era già stata cablata. Anche se in futuro probabilmente faremo così [dotarsi del Wi-fi]. Per il momento siamo così e ci va bene così. Dopo di che, per motivi di scelte amministrative, la rete comunale è una rete gestita con sistemi classici (Windows); invece la scelta che abbiamo fatto (anche perché collaboriamo con una associazione che si occupa di software libero) è di utilizzare quel tipo di programmi.

    Proprio per questo spirito noi qui ospitiamo il Linux Day. Siamo una delle sedi di Torino, dove da due anni ospitiamo il Linux Day.

     

     

     

    5. Tutti i lavoratori dell'agenzia hanno la capacità d'utilizzo degli strumenti informatici?

    Sì, certo.

     

     

     

    6. Esiste un responsabile di riferimento? Un addetto alla comunicazione? Dei tutor o consulenti?

    Noi abbiamo una persona specifica che è il responsabile della comunicazione, che disgraziatamente per vari motivi, è un part-time. In ogni caso abbiamo una persona che si occupa esclusivamente di comunicazione. Mentre per quanto riguarda questi aspetti specifici sul discorso del software libero abbiamo una associazione di riferimento: Prometeo che appunto collabora con noi e organizza qui dentro corsi, seminari anche su questi temi.

     

     

     

    7. Avvengono fenomeni di empowermet o volontarismo?

    Questo è il nostro obiettivo, questa è la nostra missione, nel senso che questo spazio ha come finalità ultima e alta e principale quella di stimolare forme di partecipazione attiva, di protagonismo sociale, di cittadinanza attiva —chiamiamola come vogliamo— comunque forme in cui le persone, da sole a volte o in piccolissimi gruppi o in gruppi più organizzati come associazioni o come insieme di associazioni; di stimolarle ad essere protagonisti, quindi soggetti che programmano, progettano, realizzano e creano delle opportunità di carattere sociale, culturale, tempo libero per se stessi ma anche per gli altri. Io dico sempre che questa struttura [Cascina Roccafranca] è studiata un po' in questo modo: due simboli, due immagini. Una che questa struttura contiene al suo interno opportunità culturali di tempo libero classiche che vengono fruite dalle persone; che hanno una funzione di offrire servizio e anche di attrazione, avvicinamento e entrare in contatto con le persone. Le attività corsistiche, la caffetteria, il ristorante, gli spettacoli, le conferenze, le proiezioni, il punto gioco per i bambini: tutte quelle attività che vengono fruite e che assomigliano a una sorta di servizi messi a disposizione e opportunità messe a disposizione.

    Accanto a questo, in questa struttura, sviluppiamo tantissimo il fatto di stimolare e sostenere concretamente tutti coloro che in qualche modo hanno voglia di partecipare ed essere attivi.

    Diciamo che questa struttura funziona da un lato offrendo delle cose e dall'altro cercando di fare in modo che la gente si renda protagonista. Noi abbiamo tre modalità forti che sono:

    1. quella che noi chiamiamo delle botteghe, dei gruppi di lavoro tematico che raggruppano associazioni e anche singoli cittadini intorno a quattro temi: famiglia, benessere, pari opportunità —il discorso delle donne— e del consumo critico e consapevole dell'economia solidale. Per farti un esempio su quest'ultimo tema è nato un gruppo di acquisto solidale di 116 famiglie, dove almeno 30 - 40 persone di questo gruppo sono attivamente coinvolti nella gestione che è tutta volontaristica: gestione dei prodotti, delle merci. Gli ordini avvengono ad esempio attraverso l'utilizzo dello strumento informatico, dove lo strumento informatico diventa strumento funzionale a fare bene delle cose. Ma che in realtà questo gruppo poi ha fisicamente una sede, i prodotti fisicamente vengono portati qua e quindi ciò consente il rapporto tra le persone. Non è un negozio, ma è un luogo dove la gente s'incontra, discute, decide che prodotti. Questo lo fa però non in rete, ma lo fa fisicamente.

    2. Poi abbiamo l'incubatore di idee e progetti: il fatto che al di là di questi temi chiunque annualmente, possono portare delle idee, delle proposte, dei desideri. Noi allora cerchiamo là dove queste idee, sono ancora delle idee e trasformarle in progetti attuabili; quindi li aiutiamo a costruire il progetto e li sosteniamo con piccole risorse anche a realizzarli. Qui esiste un gruppo che si occupa di cinema, che fa una proiezione mensile cinematografica, una sorta di cineforum a cui partecipa una media di 200 persone di cui una ventina di questi si fermano addirittura a discutere. Un gruppo animalista, un gruppo che fa automassaggio, un gruppo che si occupa di poesia, uno di pittura, uno di teatro, lo stesso "spazio donne" è formato da un gruppo di donne che si è autoorganizzato. Nascono tutta una serie di iniziative a partire dalle proposte dei progetti.

    3. Lo stimolo del contenitore - contenuto. Questo è un contenitore, quindi il ruolo nostro, di chi ci lavora qui dentro, è quello di presidiare questo contenitore; che non è un contenitore asettico e vuoto, è un contenitore che ha finalità, obiettivi, metodi; però è un contenitore che è questo spazio e questo progetto nel suo insieme e ci aspettiamo che i contenuti, cioè cosa che realmente succede qui dentro venga portato dall'esterno da persone, gruppi e associazioni. Quindi il nostro ruolo è di facilitatori, di sostenitori, di stimolatori, piuttosto che di dire ciò che è giusto fare qui dentro.

     

     

     

    8. La comunicazione è differenziata in base al target di riferimento?

    Diciamo che ci proviamo, al di là della comunicazione con questi strumenti poi non abbiamo grandissime risorse per cui dobbiamo arrabbattarci un pochettino con quelli che sono i nostri mezzi. Al di la del sito, della mailing list, di alcune possibilità di fare delle uscite su giornali locali, di articoli che a volte riusciamo a scrivere sulle nostre attività. Poi ci facciamo una pubblicità fatta soprattutto di locandine, di pieghevoli che cerchiamo di adattare alla nostra linea di comunicazione coerente nella grafica e sulla distribuzione: cioè di fare un lavoro di distribuzione più mirato. Noi abbiamo qui attività per le famiglie, per l'infanzia abbiamo costruito qualcosa, ma dobbiamo perfezionare sempre di più perché anche questo richiede risorse e tempo. Però un sistema di distribuzione più mirato. Ad esempio per l'infanzia allora si lavora a distribuire materiali nelle scuole materne, nidi, piuttosto che nelle parrocchie...

     

     

     

    9. Mi può raccontare di esperienze d'informazione, consultazione e di partecipazione attiva realizzate avvalendosi delle Ict e NON come fattore di coinvolgimento? (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)

    Cerchiamo di utilizzare i sistemi informatici più che informare che per ricevere. Riceviamo molte mail ma sono più legate al fatto di proporci delle cose piuttosto che di informarsi sulle cose. Non usiamo questi strumenti per consultare. Diciamo che la consultazione, avere dei ritorno da parte dei cittadini rispetto a quelle che sono le cose che organizziamo o come le iniziative sono state fatte o come dovrebbero essere; quali sono i pregi e difetti di ciò che facciamo. Consultare per capire sia i bisogni, ma anche consultare e valutare ciò che stiamo facendo. Lo facciamo soprattutto attraverso modalità classiche: le riunioni, gli incontri, i questionari.

    Partecipare o diventa cosa attiva o diventa virtuale. Partecipare per me è una parola che significa esserci, crederci, essere motivato, essere presente, dare la propria disponibilità, essere risorsa reale. È più facile esserlo fisicamente che altro.

    Noi ci abbiamo anche pensato, ragionato e alla fine abbiamo deciso che era troppo oneroso. Con questo gruppo Prometeo abbiamo cercato di mettere in piedi un sistema di questo tipo, però dopo un po' ci siamo accorti che era molto complesso, forse eccessivamente complesso da gestire, almeno dal punto di vista delle nostre risorse.

    Quindi non abbiamo neanche potuto verificare, tutto sommato, se questa operazione poteva funzionare oppure no. Personalmente perso che solo un certo tipo di pubblico, di persone, avrebbero potuto aderire, altre no, guardando le persone che vengono e che frequentano lo spazio.

     

     

     

    10. Avete avuto altre esperienze puntuali e ambiti specifici? (es. memoria storica, turismo, gestione e progettazione del quartiere, coesione sociale, organizzazione di eventi, pianificazione, gas, servizi immobiliari...) (esperienze passate, in corso, in programma e prospettive)

    Ad esempio il GAS se non ci fosse questo strumento sarebbe quasi impossibile mettere in piedi il GAS. E' fondamentale, strategico.

    Altre cose simili, noi abbiamo un negozio in conto vendita di usato per bambini, quindi hanno un programma, progetto, la capacità e un sito per far conoscere le merci.

    Un'altra esperienza che seguivamo con il programma Urban è il discorso storico, nel senso che è stato fatto un lavoro di ricerca storica; sia di documentazione fotografica e di raccolta della memoria orale che è stato tutto quanto informatizzato utilizzando un programma che è quello che utilizza la regione per costituire gli archivi (non mi ricordo al momento come si chiama). Sono state raccolte molte fotografie attraverso archivi, ma anche soprattutto attraverso le persone. Le fotografie, quelle vecchie, perché qui ci sono fotografie sono di ieri e di oggi —si chiama appunto dallo stesso punto di vista— e poi sono state rifatte dal fotografo nella stessa posizione, con la stessa ottica, cercando in talune fotografie di recuperare le persone. Alcune con la stessa persona a distanza di quarant'anni nello luogo. La raccolta è stata fatta da un gruppo che ha raccolto 1500 vecchie fotografie tutte archiviate e accessibili e gestite dall'ecomuseo. Ma non accessibili via Internet, perché ci sono problemi di privacy piuttosto che di copyright; per cui sono visionabili e possono essere anche richieste e averle compilando un modulo apposta. Anche la parte orale è digitalizzata con alcune parti di testo. Lo puoi sentire, lo puoi leggere e ci sono link anche a fotografie; operazioni che consentono una fruizione multimediale.

    Ecco! Anche la banca del tempo può essere un progetto che senza le Ict sarebbe difficile sostenere.

     

     

     

    11. Avete provato altre combinazioni, sistemi e strumenti e tra reale e virtuale?

    Sì, probabilmente ti ho già risposto con gli esempi del GAS. Al di la del banale utilizzo delle mail.

     

     

     

    12. Avete intrapreso azioni di mediazione e comunicazione con l'amministrazione comunale o con altri enti?

    Noi abbiamo riunioni e incontri ma non abbiamo qualcosa di strutturato on-line.

     

     

     

    13. Quali sono le vostre prospettive e orientamenti d'impiego generale delle Ict?

    In questo momento, non è all'ordine del giorno questo aspetto. Per dire: anche questa idea che abbiamo avuto del forum, non l'abbiamo potuta perseguire. Per ora non abbiamo questa esigenza.

    So invece che c'è un'idea (che non gestiamo noi, ma siamo soggetto coinvolto) della Circoscrizione per creare sul territorio una sorta di redazione fatta di giovani giornalisti o giovani che intendono sviluppare questa professionalità; seguiti da un persona e con un corso di formazione, per creare una sorta di redazione che poi produce informazione, soprattutto informazione. Ma non è detto che la cosa si evolva producendo video sostanzialmente, che poi possono essere visionati in rete attraverso un portale. Questa redazione raccoglie e produce materiali comunicativi video soprattutto e poi possono essere visti in rete o attraverso degli schermi collegati in rete e posizionati nelle tre strutture principali di questa circoscrizione, che sono appunto la nostra, la cascina Giaione e parco Rignon - villa Amoretti.

     

     

     

    14. Riconosce un interesse, una spinta da parte di istituzioni? Conoscete fondi o indicazioni riguardo l'utilizzo delle Ict?

    Che io sappia, fondi a disposizione non ne siamo a conoscenza e non ci poniamo il problema in questo momento. Noi facciamo una ricerca fondi di vario tipo, però su altre questioni e progettualità di vario tipo legate all'infanzia o alle attività culturali ma non su questi temi. Non siamo però invasi da proposte o opportunità; sicuramente nessuno viene a bussarci la porta. Diciamo che per il momento l'esperienza della Circoscrizione è l'unica con cui siamo entrati in rapporto.

    Ecco questa struttura è stata costruita sulla base delle indicazioni degli architetti, facendo viaggiare insieme una progettualità delle funzioni con la progettualità fisica. Questo lavoro è stato utile perché poi il risultato tutto sommato, è un bel risultato dal punto di vista architettonico. Chi viene qui riconosce questo spazio come bello, interessante, diverso rispetto a quello che sono le strutture pubbliche. Questo dà molto poco il senso del pubblico; molto trasparente. Ecco, ad esempio, lo stile con cui conduciamo le nostre attività: in modo aperto, comunicativo. Chi entra qui dentro coglie facilmente ciò che succede qui dentro, è molto vetrato; se tu vedi tutti gli uffici sono quasi tutti vetrati, quindi tu puoi vedere dentro cosa succede. Molti dicono che qui sembra essere già in Europa rispetto altri posti della città, fatti di corridoi, fatti di porte chiuse dove ognuno si chiude dentro.

     

     

     

    15. Avete avvio corsi di avvicinamento alle nuove tecnologie? Di alfabetizzazione informatica?

    Abbiamo attivato corsi su due livelli. Uno legato all'aspetto del software libero anche avanzato dal punto di vista tecnico —perché questi sono forse impallinati, quindi è tutto un mondo molto particolare; faccio anche fatica a parlare con loro, ogni tanti, sembra che utilizzino dei linguaggi completamente diversi dai miei. Quindi esiste questa realtà che oltre a promuovere il software libero, fa tutta questa serie di corsi su vari programmi che esistono.

    Due, abbiamo una attività di avvicinamento; in particolare: noi abbiamo questa caratteristica qui dentro di non studiare troppo noi, quello che si deve fare, ma di raccogliere ciò che ci viene proposto di fare o raccogliere risorse che si rendono disponibile a fare. Qui è emersa fortissima l'esigenza di anziani, pensionati, di gente che non ha potuto fare queste esperienze ed è interessata ad avvicinarsi. Quindi due attività corsistiche di avvicinamento: una più strutturata e una a moduli; [rispettivamente] una legata a un gruppo che si è costituito intorno a questo tema, l'altra invece raccoglie richieste richieste di persone singole che noi mettiamo insieme. Tutte e due gestite da volontari, dal volontariato.

     

     

     

    16. I cittadini, nel vostro quartiere, avvertono un deficit dell'offerta di servizi Ict?

    Le sollecitazioni che abbiamo avuto sono in termini di acquisire delle conoscenze informatiche più che servizi di comunicazione. Io non ho mai avuto questa segnalazione: di avere modalità informative tipo forum, blog. Sono cose su cui abbiamo ragionato, ragionato con questi gruppi perché interessa molto a questo tipo di persone, mentre la normalità, la maggior parte delle persone non è così interessata. A parte il fatto che poi bisogna anche gestirle 'ste robe e soprattutto anche in una dimensione più pubblica e anche un po' più complicata. Uno deve anche fare delle scelte in base alle risorse che ha. Vuol dire anche gestirle queste cose. Manca anche una cultura.

    Qui c'è un interessante lavoro, non solo di stimolare la partecipazione alla vita sociale. Ad esempio: noi lavoriamo molto sulla partecipazione, su sviluppare forme di partecipazione attiva, di protagonismo sociale, però intorno al vivere sociale: cioè vivere il territorio attraverso iniziative, proposte, progetti, attività culturali, ricreative. Ci sono anche aspetti di partecipazione per così dire politica però molto legati ad alcuni temi come possono essere il consumo, il consumo consapevole, dell'economia solidale, oppure le donne rispetto al discorso delle pari opportunità. Un modo di partecipare politicamente, sopratutto inteso come azione politica generale su grossi temi. Mentre manca una capacità da parte dell'amministrazione di utilizzare una forma di comunicazione di questo tipo come un luogo capace di fornire, di mettersi in contatto con l'amministrazione per stimolare un confronto e una partecipazione politica più attiva su temi dei bisogni e dei servizi che devono essere alle persone. Noi su questo ci siamo. [in Italia] tutto il sistema della partecipazione dei cittadini è pensata attraverso questo sistema decentrato: Circoscrizioni etc.. è abbastanza fallimentare. O la gente ha la possibilità di partecipare e poi si accorge che non è vero e poi non lo fa più.

     

     

     

    17. Avvertite che spingere troppo sulle Ict rafforzerebbe le disuguaglianze? O aprirebbe il territorio a fenomeni di maggiore democrazia?

    Sicuramente mi schiero sulla seconda. Sono consapevolissimo del fatto che la diffusione dei sistemi informatici, anche se è sempre maggiore, sono poche la case informatizzate. Io ho la sensazione: che ci sia un continuo processo di utilizzo di questi strumenti da parte di tutti, da parte soprattutto delle nuove generazioni e delle nuove famiglie. È quasi obbligatorio dotarsi di questi strumenti; è una cosa che diventa quasi uno strumento indispensabile. Questa è la strada, in prospettiva, che consente di comunicare, di informare velocemente e a basso costo.

    Detto questo, uno è anche cosciente del fatto che alcune fasce di età e alcune categorie sociali hanno maggiore difficoltà.

    L'informazione e quello che viene fatto in una struttura di questo tipo, non viene fatto solo esclusivamente attraverso quel canale; c'è ne sono molti altri. Tendenzialmente i cittadini hanno una modalità e una cultura di venire —l'anziano se vuole sapere viene e chiede— sono quelle categorie sociali che hanno più tempo e non hanno la fretta di sapere o possono farlo tranquillamente. A differenza di altri, che se decidono di fare una cosa, guardano prima su Internet, vedono cosa c'è e poi decidono cosa fare. Molti fanno così oramai.

     

     

     

    18. Mi potrebbe parlare maggiormente della vostra attività sotto il profilo della pianificazione e della gestione territoriale? Della partecipazioni dei cittadini riguardo al territorio e agli spazi pubblici?

    Noi non siamo un soggetto che pianifica, noi siamo un soggetto molto centrato sulla struttura e sulla gestione di una struttura e sul fatto di essere opportunità o stimolare opportunità di tempo libero, aggregative, di relazione, di protagonismo per le persone che abitano in questa zona. Non siamo un soggetto istituzionale che ha come scopo quello di raccogliere l'insieme dei bisogni dei cittadini e poi pianificare degli ambiti d'intervento. Siamo stati interessati molto di più nel programma Urban ed è stato fatto “di pianificazione” nel momento in cui si è costruito con i cittadini e con le associazioni il progetto [Cascina Roccafranca].

    Quindi si sono pianificati degli interventi di carattere urbanistico, anche piuttosto significativi e massicci. Noi abbiamo rifatto un'intera piazza; tutto l'asse viario di corso Tazzoli, in parte giardino e in parte parco lineare. Su piazza Livio Bianco è stato fatto un concorso per progettisti e poi i progetti sono stati esposti in una mostra. C'è stata molta consultazione popolare, abbiamo fatto delle assemblee. I cinque progetti individuati sono stati presenti, illustrati e la gente, durante due assemblee, ha espresso proprie opinioni e pareri. La scelta del progetto è stata sostanzialmente fatta dai cittadini sulla base dei bisogni e del fatto di aver riconosciuto in quel progetto la risposta a esigenze diverse. Ecco la progettazione di quello che succede qui dentro e di come funziona: è stato fatto con gruppi di lavoro, tantissima gente e con gli architetti. Comunque per ora tutte esperienze face to face.

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