Cittàscopia é progetto di ricerca per individuare un "metodo" per leggere il territorio al fine di intervenire su di esso.
Obiettivi Elaborare uno strumento per la lettura di un territorio, tramite un’esplorazione personale “dal basso” e l’interazione con le utenze, al fine di un intervento consapevole e mirato su di esso. Sperimentare l’utilizzo di nuove tecnologie come strumento (dotato di nuove possibilità) e non come fine.
Le cinque fasi:
fase 1: Analisi del territorio urbano
fase 2: Rielaborazione dei dati acquisiti e costruzione della sonda
fase 3: Lancio della sonda nel tessuto urbano
fase 4: Interpretazione dei dati ottenuti, ampliata da una documentazione storica e razionale sul luogo
fase 5: Intervento urbano
Maggio 2003
Il metodo cittàscopia è composto da cinque fasi.
La fase 1, analisi del territorio urbano, vede il gruppo-sfera impegnato in derive all’interno della città, ispirati dalle passeggiate emozionali dei situazionisti. La deriva urbana consiste nello smarrirsi consapevolmente fra le pieghe della città. E’ una tecnica “spontanea” di esplorazione urbana che consiste nell’abbandonarsi alle sollecitazioni del terreno seguendo “stimoli” emotivi in opposizione alle strutture logico razionali usate quotidianamente. La deriva mira alla comprensione e alla conoscenza della città, percorrendola al di fuori dei consueti itinerari turistici e seguendo direzioni accidentali, senza alcun tipo di limitazione e delimitazione.
La fase 2, rielaborazione dei dati acquisiti e costruzione della sonda, consiste nell’analisi dei dati visivi, sensoriali, emotivi che le derive hanno suscitato. Le fotografie, i testi, i disegni, i commenti e qualsiasi altro materiale prodotto durante la fase 1 viene inserito nella banca dati del nostro sito web, o di un sito mirato, attraverso delle pagine amministrative. Successivamente queste informazioni vengono rielaborate creando delle associazioni: immagine —> testo —> categoria. Le categorie non sono un insieme “chiuso” a priori, ma possono essere create secondo le proprie esigenze; questo permette di eseguire una brain-storming “asincrono”, che ci porta all’individuazione dei primi “concetti” caratterizzanti il territorio, sui quali lavorare. Attraverso un’analisi razionale, per quanto possibile e desiderabile, delle sensazioni e suggestioni, si cerca di comprendere quali meccanismi hanno spinto lo sguardo in una determinata direzione piuttosto che in un’altra, quanto si è scoperto o riscoperto della città che prima era sconosciuto o ignorato per trascuratezza. La ricerca viene concretizzata in un’installazione multimediale, la sonda urbana, che attraverso linguaggi e mezzi diversi interagisce con le persone che vivono il luogo, per osservarne e comprenderne il grado di conoscenza del tessuto urbano, registrarne le emozioni, stimolandole ad approfondire il rapporto con la propria città.
La fase 3, lancio della sonda nel tessuto urbano, vede l’attivazione della sonda nel tessuto urbano, in mezzo alla gente. La sonda è costituita da un questionario multimediale elaborato con linguaggi e mezzi diversi, dal disegno alla proiezione di immagini. Un’intervista in chiave ludica cerca di sfruttare la multimedialità per sondare il grado di consapevolezza della città da parte delle persone che la vivono quotidianamente o che l’attraversano occasionalmente. Multimedialità di mezzi per avere un’interazione non puramente razionale, ma anche emozionale, istintiva. Multimedialità di linguaggi per avvicinarsi a tutti, nella varietà del pubblico cittadino. Multimedialità per coinvolgere gli abitanti di un luogo con un’installazione giocosa e divertente al fine di ovviare alle problematiche dei questionari. Il questionario sottoposto ai passanti mira a:
far disegnare la piazza, per cercare di capire i punti di riferimento e cercare di interpretarne le corrispondenze fisiche, architettoniche e urbanistiche.
far associare sensazioni, azioni, colori ai luoghi tramite semplici giochi partecipati, per definire l’immagine mentale che hanno e da questa trarre delle scelte guida per l’intervento architettonico
rendere esplicite delle esigenze e dei desideri per uno sviluppo locale
sollecitare gli intervistati ad una riflessione più sensibile e propositiva verso il contesto che li circonda e a far riscoprire particolari persi nella quotidianità La sonda, tramite la nostra presenza attiva, coglie due livelli di informazioni: attraverso le domande, più o meno dirette, vengono ricavati dei dati oggettivi, espressi direttamente da chi interviene. La nostra osservazione sul posto o nella fase di rielaborazione successiva tramite i filmati video, permette di raccogliere tutta una serie di informazioni indirette, manifestate dagli atteggiamenti degli intervistati, dai loro tempi di risposta e dal loro coinvolgimento.
La fase 4, interpretazione dei dati ottenuti, consiste nell’analisi delle informazioni raccolte attraverso la sonda, in una loro rielaborazione e interpretazione, per renderle funzionali alla fase di progettazione successiva, completandole e armonizzandole con una ricerca più classica e razionale, sulla storia e sulle dinamiche attive sul luogo.
La fase 5, intervento urbano, infine, sigla la progettazione, per un intervento urbano. I dati raccolti attraverso le derive e la sonda si fanno base per un approccio concreto all’intervento in questione.
Dicembre 2003
Il metodo cittàscopia é stato applicato durante la partecipazione al concorso di idee per la riqualificazione di Piazza Caricamento a Genova.
Fase 1 Il gruppo-sfera ha trascorso tre giorni (non consecutivi) esplorando la piazza seguendo il metodo della deriva. Questo ha permesso di raccogliere una serie di informazioni (fotografie, disegni, testi, scritte, commenti) che sono stati immessi nel sito-strumento. Il fine era quello di avere una differente visione del luogo e di entrare in reale ed intimo contatto con esso.
Deriva in Piazza Caricamento a Genova
Fase 2 - Fase 3 Il gruppo-sfera partendo dalle informazioni raccolte nella fase 1 ha costruito una sonda urbana. La sonda era formata da un cubo giallo di 2x2x2 metri all’interno del quale é stato installato un questionario interattivo. Alla persona che accettava di partecipare erano presentatati una serie di giochi:
Alcune immagini della piazza erano proiettate sullo sfondo del cubo, questo serviva per incuriosire i passanti ed incentivarli ad interagire con la sonda.
1: Dove sono state scattate queste fotografie?
2: Disegna la Piazza
3: Ricostruisci la Piazza con questi elementi tridimensionali
4: Lascia il minor numero di elementi che ti permettono di riconoscerla come piazza caricamento
5: Associa un colore a questa Piazza
6: Disegna il tuo percorso abituale sulla Piazza con una freccia
7: Associa questi simboli alla piazza!
8: Come vorresti che fosse la piazza?
9: Alcune domande a cui puoi non rispondere. Sei turista? Quale professione eserciti? Quale attività svolgi sulla piazza?
In relazione con i quesiti sopra posti erano registrate una serie di informazioni:
1: Riconoscono la piazza o no nelle immagini?
2: Ordine degli elemneti, Tipo disegno (Prospetti, Assionometria Pianta, Note), La scala del disegno (piazza, quartiere, città), Corrispondenza geometrica (Si No e Proporzioni del disegno)
3: Corrispondenza degli elementi (Riconoscono l’elemento nel modellino), Ordine degli elemneti (Con cui vengono posizionati), Corrispondenza geometrica (Si No e corrispondenza elementi)
4: Elementi lasciati che identificano la Piazza
5: Il colore scelto
6: L’immagine del disegno del percorso
7: L’immagine della disposizione dei simboli sulla mappa
8: L’immagine della disposizione dei simboli sulla mappa
9: Le risposte alle domande
Erano in oltre raccolte alcune informazioni statistiche
A) Sesso: Maschio o Femmina
B) Età: 6-15, 16-22, 23-35, 36-45, 45-60, oltre
C) Nazionalità: Italiano, Straniero
D) Predisposizione iniziale a partecipare: Alta, Media, Bassa
E) Coinvolgimento durante l’interazione: Alto, Medio, Basso
F) Autonomia: Alta, Media, Bassa
G) Interesse per cittascopia: Alta, Media, Bassa
H) Guarda fuori dal cubo per cercare punti di riferimento: Si, No
I) Abbandona prima di aver concluso: Completa, Abbandona
Il sistema era costituito da un proiettore, una telecamera, un computer portatile e un’applicazione in ASP in grado di salvare le informazioni in un database. Questo permetteva di salvare i dati direttemente in formato elettronico, e abbinarli ad una serie di immegini. Permetteva in oltre di proiettare la visione dall’alto (telecamera) in fronte all’utente dandogli un diverso punto di vista della sua azione. Questo aveva un duplece scopo: da un lato serviva per incuriosirlo e rendere più "giocosa" l’interazione, dall’altro forniva una differente visione delle sue azioni inducendolo ad una riflessione accurata e quindi ad una partecipazione più consapevole.
Fase 4
Accedi al database delle informazioni
Fase 5 Il progetto architettonico
Marzo 2004
Anno 2004, Genova è Capitale Europea della Cultura.
La Facoltà di Architettura di Genova bandisce un concorso internazionale d’idee per la “Riorganizzazione dell’area di Piazza Caricamento”.
Gruppo-sfera presenta un progetto realizzato utilizzando il metodo d’analisi Cittàscopia. Il progetto riprende la maglia così fitta del tessuto storico della città per riconnetterla al porto con una ragnatela di cavi, prosecuzione ideale dei carruggi verso il mare.
L’intreccio di queste prospettive genera un edificio che si pone come catalizzatore di attività: laboratorio ludico per l’incontro e l’interazione, arena di intrattenimento adatta ad ospitare un’ampia gamma di rappresentazioni, vetrina trasparente sullo spazio chiuso della città e su quello aperto del mare.
Piazza Caricamento
L’edificio al centro
Lo spazio
I concetti
La mappa
La piazza