Primo giorno, Lunedì 29 marzo 2004
Nell’aula audiovisivi il gruppo ha illustrato l’attività prettamente ludica nella quale i ragazzi sarebbero stati coinvolti e attraverso una terminologia appropriata è stato spiegato il significato di psicogeografia e di deriva con i suoi obiettivi.
La deriva è una tecnica “spontanea” di esplorazione urbana che mira alla comprensione e alla conoscenza della città, percorrendola assolutamente fuori dagli itinerari turistici e irrimediabilmente seguendo direzioni accidentali, senza alcun tipo di limitazione o delimitazione. Compiere una deriva significa lasciarsi andare alle sollecitazioni dell’ambiente, scegliere in modo non razionale il percorso da seguire, smarrirsi consapevolmente fra le pieghe della città.
Divisi in tre gruppi ci siamo allontanati dalla scuola fino ad arrivare allo scalo Vanchiglia, l’area di studio e intervento. La registrazione di sensazioni ed emozioni, analisi psicogeografica, è avvenuta attraverso molteplici strumenti come macchine fotografiche, registratori audio e blocchi per appunti. La deriva ha coinvolto e stimolato in modo libero e attivo la fantasia e la curiosità dei ragazzi verso una parte di città trascurata e lontana dai loro normali percorsi quotidiani.
Secondo giorno, Lunedì 19 aprile 2004
I ragazzi sono stati accompagnati nella lettura e nell’analisi critica dei dati rilevati e nel disegno di un progetto urbano. Ogni gruppo, ricordando l’esplorazione urbana, ha tradotto in modo consapevole sensazioni e critiche in linee guida per l’intervento sull’area.
Le tre visioni sono state da tutti esaminate e condivise, in modo tale che ogni allievo potesse scegliere l’idea di progetto più stimolante.
La spontaneità e l’ingenuità dei ragazzi, nella seconda fase di progetto, è stata la base con cui si sono tradotti desideri ed esigenze in elementi urbani, organizzati in tre diversi disegni armonici dello scalo Vanchiglia.
Terzo giorno, Lunedì 13 dicembre 2004
L’intera classe, dopo un breve riassunto del percorso di analisi e progetto, ha rivisto le tre soluzioni urbane elaborate nell’incontro precedente. Ridiscussi e approfonditi i punti chiave, è iniziata l’elaborazione di un unico progetto attraverso il ridisegno della maglia viaria e del sistema di trasporto urbano. Attraverso la partecipazione comune, sono stati individuati una serie di servizi e funzioni importanti per riqualificare lo scalo dismesso e per riconnetterlo al quartiere, alla città.
Con questo esercizio di progettazione, i ragazzi hanno compreso il problema della composizione urbana e architettonica, affrontandolo in modo più maturo e consapevole. La progettazione accesa e partecipata ha prodotto in fine un modellino in scala, con il disegno di un nuovo quartiere più vicino ai desideri dei ragazzi.