Titolo: Geografia relazionale nel quartiere vanchiglia
Data: settembre 2006
Luogo: Torino - Quartiere Vanchiglia
Obiettivi
Condurre un'accompagnamento all'evento Festa europea dei vicini di casa invitando gli abitanti del quartiere alla manifestazione e sperimentando un metodo di analisi urbana e sociale.
Descrizione
In occasione della Festa europea dei vicini di casa, il 16 settembre 2006, IZMO Associazione culturale è stata invitata a partecipare attivamente all'evento organizzato nel quartiere Vanchiglia a Torino.
Una settimana prima della festa l'associazione Izmo ha iniziato l'analisi partendo dal centro di piazza Montebello, intervistata la prima persona è iniziata una staffetta, da un individuo ad un altro in giro per il quartiere. La procedura seguita è stata molto semplice: invitata la persona alla festa abbiamo chiesto quali altre persone conoscesse all'interno del quartiere e il tipo di relazione che aveva con loro (amicizia, parentela, amore, relazione economica, vicinato), abbiamo appuntato questo su una mappa cartacea, scattato una foto all'intervistato e fatto visita ai suoi contatti.
La rete di relazioni disegnata è stata stampata su un pannello di pvc ed esposto nella piazza assieme alle foto stampate in doppia copia; durante la festa dei vicini di casa, gli abitanti del quartiere hanno interagito con l'installazione: ricostruivano la rete delle amicizie, alcuni non intervistati hanno chiesto di aggiungere il loro nome e chi si è riconosciuto ha avuto in omaggio una copia della fotografia che lo ritraeva. Uno scambio sentito, una mappa in divenire, un gioco aperto.
Metodi e linguaggi
Osservazioni
L'analisi ha mostrato un quartiere con confini precisi e sentiti dagli abitanti ed ha evidenziato una città a strati con gruppi sociali che fluttuano uno sull'altro: età, livello di istruzione, attività lavorativa sono possibili elementi di unione e scambio. La rete delle relazioni personali può essere paragonata a un ecosistema, che risponde a leggi analoghe a quelle che governano i sistemi complessi di origine naturale.
L'esperimento di attivismo urbano ha avuto riscontri positivi soprattutto sotto il profilo partecipativo. La gente del quartiere non è stata diffidente, si è lasciata fotografare, ha parlato del luogo in cui vive, delle relazioni umane che intercorrono tra loro. L'obiettivo principale è stato raggiunto in quanto questo gioco ha innescato un "passaparola" tra gli abitanti che incuriositi si sono recati numerosi alla festa nella piazza del quartiere e sono intervenuti attivamente sulla mappa.
La rete è un "network sociale" formato da nodi di differenti tipologie, alcuni sono semplici e riguardano singole persone altri sono caratterizzati da un'alta densità di legami e vengono chiamati "hub". Questi supernodi coincidono con le attività commerciali del quartiere, bar, luoghi pubblici di incontro o più semplicemente persone nate e vissute nel quartiere che svolgono la funzione di collanti sociali.
Il progetto si apre a differenti sviluppi futuri come l'analisi formale dei Social Netwwork che si instaurano sul territorio al fine di visualizzare le dinamiche informali dei flussi di persone, di informazioni e attività di scambio sociale ed economica che caratterizzano quel luogo. L'analisi delle relazioni può essere svolta attraverso software per la simulazione di social network, assegnando parametri di giudizio quantitativi ai flussi che si vogliono studiare, georeferenziando i nodi e visualizzando tridimensionalmente la rete.
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