Fascinato da Genova, la sua storia, piazza Caricamento, la gente...
ho scritto questo
di Alessandro
Oramai sono vecchio
Ho visto un secolo passare
Un secolo incredibile
pieno di cambiamenti radicali e in qualche modo repentini
sono nato a Genova
una città ricca di storia e storie
ora vi voglio raccontare la mia e della mia piazza
degli anni 20 30 mi ricordo
i muscoli quelli provati dalla fatica
migliaia di fibre muscolari in tensione sotto il carico di casse dal contenuto sconosciuto
sudore freddo risa dolore vino e gli odori
le navi arrivavano da luoghi che vivevo solo la notte quando i racconti dei marinai entravano nei miei sogni
sposta alza tira quanti movimenti fatti ogni giorno e che fame
ci rifugiavamo tutti sotto la ripa
una piccola parte delle merci scaricate appena prima venivano usate per la preparazione del cibo
mi sfogavo ad ogni morso
mi nutrivo dei cibi odori sapori appena scaricati
mi nutrivo della mia fatica
poi tutto cambiò
navi più grandi
merci milioni di tonnellate
già gli anni 50 60 70
i muscoli furono sostituiti da bracci meccanici
gru
non si gridava più si pigiava il bottone
si lavorava mangiava dormiva, lavorava mangiava dormiva
ma l’attività più forte era il consumo
diventavamo ricchi ci facevamo il culo e con i soldi compravamo
alleviavamo così le nostre ferite
automobile casa elettrodomestico pensione figli una macchina quasi perfetta
sembrava non doversi fermare
invece gli anni 80 un vero delirio
io mi accingevo alla pensione
ero già vecchio e stanco così tanto che la mia ditta mi ha trasferito a nervi
e che nervi!
Si partiva ogni giorno abbandonando i nostri vicoli
si scendeva giù tra i carruggi con il baracchino in mano
in piazza si aspettava solo più l’autobus
e via nel porto
a lavorare
Tornavamo stanchi e accendevamo la tv
Di giorno non c’eravamo di notte eravamo troppo stanchi per esserci
Chi rimase era la feccia della società
Sbandati senza lavoro puttane
Sono stati così bravi che senza muovere un dito hanno creato un set per uno dei peggiori film horror
Che paura, da brividi freddi
persino io l’avevo
e con questo sentimento siamo arrivati agli anni novanta
avevo finito di lavorare
e al posto di lavorare la mia principale attività era l’osservazione
osservavo
osservavo incredibilmente sorpreso che tutto si era ribaltato
le merci arrivavano da terra
gli uomini arrivavano anch’essi da terra ma non ripartivano
restavano
l’immigrazione
già un gran casino
visi di colori diversi
odori di cibo genovese mischiato con l’arabo
incenso? Che nausea
il mio stomaco era vuoto come la piazza
e io solo e abbandonato come il vecchio porto invaso da ruspe
un cantiere
la trasformazione e l’abbellimento di oggi
genova ora è quasi un gioiellino
tutto pulito tutto tace
tutto costa
tutto ha lo stesso sapore
le hanno pure cambiato il nome ge nova
mah? Maaa?
Ma io non voglio che il mio passato non venga cancellato
Che le storie che ho vissuto i racconti che ho sentito il lavoro che ho subito non venga dimenticato
Voglio caricamento con vicoli piazza palazzi carruggi porto sia un grande teatro un contenitore
Un catalizzatore di scambi
Voglio raccontare seduto in piazza questa storia centinaia di volte
Voglio ascoltare centinaia delle vostre
Perché la mia storia è il vostro futuro
Non impeditemi tutto questo