Assicurare il diritto alla bigenitorialità dei figli prevedendo sgravi e facilitazioni fiscali ai genitori separati, divorziati o conviventi di fatto: è questo l’obiettivo di una recente iniziativa della Provincia di Trento, unica ancora nel suo genere in Italia.

Caratteristiche, requisiti e ratio dell’iniziativa trentina a sostegno delle famiglie separate

Interventi a sostegno dei coniugi separati o divorziati in difficoltà” si intitola, infatti, il disegno di legge 39/XVI di recente discussione presso il consiglio provinciale e che, di fatto, andrà a modificare i criteri per il calcolo dell’indicatore ICEF delle famiglie trentine. Il cuore del suo contenuto? Semplificando molto, ha a che vedere con la possibilità di dedurre dal reddito delle famiglie separate – o, meglio, dal reddito di ex coniugi separati o divorziati – voci come

  • il mutuo contratto e non ancora estinto per la casa familiare, soprattutto se a carico del genitore che lascia la stessa per permettere all’altro di continuare a viverci con i figli;
  • l’eventuale canone d’affitto della nuova abitazione in cui il genitore separato o divorziato va a vivere solo o, ancora, con i figli;
  • l’assegno di mantenimento stanziato periodicamente per spese ordinarie e straordinarie che riguardino i figli.

A questo si aggiunge la possibilità di chiedere e ottenere prestiti e finanziamenti a condizioni agevolate e facilitazioni sulla restituzione delle somme già ricevute: per fare questo la Provincia di Trento ha già stanziato fondi ad hoc e sta concludendo partnership e accordi con diversi istituti di credito. Ai genitori separati o divorziati in particolari difficoltà economiche sarà data anche la possibilità di partecipare all’assegnazione, anche temporanea, di alloggi pubblici dove, ancora una volta, stabilirsi o da soli dopo aver lasciato la casa coniugale all’altro (ex) coniuge e ai figli o con i figli in affidamento condiviso o esclusivo.

Ci sono, va da sé, una serie di requisiti che la coppia separata o divorziata deve avere per poter accedere a misure come queste, di sostegno alla bigenitorialità, ed è la ragione per cui, prima di googlare “avvocato Trento” alla ricerca di una figura professionale che possa fungere da guida per tutto l’iter burocratico, sarebbe meglio accertarsi di possederle. In un primo momento, per esempio, la misura sarà rivolta esclusivamente alle (ex) coppie sposate e alle coppie di fatto iscritte agli appositi registri in rispetto di un principio come quello dell’unicità della filiazione. Non è detto però che in futuro – e con uno stanziamento maggiore di fondi da parte della Provincia – non possano approfittare delle misure in questione anche coppie di fatto non ancora registrate.

Allo stesso modo, criteri economici e legati al reddito del richiedente potrebbero influire in questa prima fase di attuazione sulla priorità attribuita alla domanda. Tutto questo non riduce certo il portato rivoluzionario dell’iniziativa che è solo all’apparenza in contrasto con le applicazioni a livello nazionale del diritto di famiglia: se si va a guardare più da vicino, infatti, la ratio del provvedimento ha a che vedere con il rispettare il diritto, dei figli soprattutto, a mantenere un rapporto continuo ed equilibrato con entrambi i genitori anche dopo separazioni e divorzi.